Come certamente già saprete, il mondo del dating online (gli incontri galanti tramite siti o app create appositamente) si sta espandendo a macchia d’olio, anche nel nostro Paese. Per carità, all’estero (America, Gran Bretagna, tanto per citare i più attivi sull’argomento) è un must: se sei in età “da marito”, non puoi non essere iscritta a un sito di incontri, fosse soltanto per scroccare qualche cena. Poi ci sono quelli extraconiugali per chi l’età da marito l’ha superata abbondantemente, ma questa è un’altra storia, una di quelle con le corna.

Il fenomeno del dating online iniziò in sordina, sociologicamente parlando. La paura e la diffidenza spingevano le persone a mettere nomi e foto false sul profilo, o a non metterli proprio. Oggi, con l’ultimo fenomeno della serie chiamato Tinder, siamo arrivati all’esatto opposto: i profili si riempiono esclusivamente con foto. Niente parole inutili. Puro lato esteriore da scartabellare tipo bancarella del mercato. Una volta si sceglievano così accompagnatori e accompagnatrici di dubbia provenienza, ma per scopi ben noti.

Nell’era contemporanea invece, si sfogliano cataloghi di immagini per cercare addirittura il possibile partner per una vita. Tinder funziona proprio così, sfruttando l’immediatezza delle nuove tecnologie, in grado di mostrare foto ad alta risoluzione sullo schermo di uno smartphone; la scelta poi è ancora più semplice grazie ai touchscreen capacitivi: un tocco di polpastrello verso destra lascia qualche speranza, uno verso sinistra decreta la fine certa.

Non voglio soffermarmi su questioni pseudo-filosofiche, chiamando in causa l’ormai trita questione dell’immagine a tutti i costi: lo sappiamo, ci si dovrebbe scegliere per la bellezza interiore, puntare l’attenzione sempre e soltanto sull’aspetto fisico è superficiale e deletereo, bla bla bla.

Ma ce ne dobbiamo fare una ragione: la prima impressione è quella esteriore; che punti ad una bellezza canonizzata o soggettiva, poi è un’altra questione, ma certo è che la prima cosa che si nota di una persona è quanto meno il suo sguardo. Dunque se si desidera qualche possibilità in più di finire verso la destra di qualcuno, l’immagine è tutto, o meglio LE immagini sono tutto: dovete essere dotate, in poche parole, di fotografie in grado di attirare l’attenzione.

Che siano selfie oppure no, le vostre immagini-profilo dunque dovrebbero seguire delle regole precise per attirare l’attenzione, regole che tuttavia francamente NON conosco. Vi posso dire però cosa sicuramente NON dovete fare (e credetemi… lo fanno, lo fanno):

  • per carità lasciate perdere foto imbarazzanti, semi-provocanti o del tutto pornografiche; non mercificatevi, non perdete dignità e soprattutto non mettetevi in pericolo
  • evitate le foto di gruppo: confondono e non attirano per niente
  • non mettete nel profilo le foto del matrimonio, creano un inevitabile quanto spontaneo muro di Berlino fra voi e loro
  • non mostratevi in compagnia di altri uomini, anche se fossero soltanto degli amici: i maschi vedono subito invaso il territorio
  • non mettete foto con costumi di carnevale o di Halloween
  • non servono filtri Instagram o di qualunque altro genere, a meno che il vostro colore naturale sia talmente inguardabile da richiedere un intervento alieno.

Detto questo, potrei anche ricredermi su alcuni punti, perchè parlare per immagini potrebbe anche non essere poi così male: cercare di mostrare qualcosa della propria personalità soltanto ad uno sguardo esteriore, potrebbe essere una sfida creativa. Dunque foto potenzialmente ridicole o strambe avrebbero il pregio di farsi scartare dai più superficiali, ma forse di attirare i più folli e/o profondi.

In ogni caso, figlia di una relazione d’amore nata grazie al dating online, vi posso assicurare che esistono quelli che ci provano in qualsiasi caso, anche se vi mettete un sacco nero in testa. Non so però quanto possano essere stimolanti quelli che io definisco, alla romana maniera, “ndo cojo, cojo”.

Al più presto stilerò una lista pro-parità dei sessi, cercando di consigliarvi quali immagini di uomini possano meritare il vostro polpastrello destro. Anzi, forse sarà più divertente parlare del sinistro.

photo credit: Ed Yourdon via photopin cc