Angelina Jolie ricorda la madre morta di cancro ovarico

L'attrice ha ripercorso gli eventi che hanno segnato la vita della madre, dalla separazione dal marito alla rinuncia alla carriera di attrice per allevare le figlie.

Pubblicato il 11 maggio 2020

In occasione delle Festa della Mamma Angelina Jolie ha voluto ricordare la madre Marcheline Bertrand e nello specifico l’impatto che ha avuto sulla sua esistenza la morte della genitrice. L’attrice 44enne, come ormai spesso le accade, ha contribuito a un tema di rilevanza sociale con un articolo scritto per il New York Times.

La madre di Angelina morì nel 2007, a 56 anni, a causa di un cancro ovarico. A quei tempi la star aveva poco più di 30 anni e l’evento la sconvolse nel profondo: “Non fu improvviso, ma tanto cambiò dentro di me. Perdere l’amore di una madre, il suo abbraccio tenero e tiepido, è come farsi strappare una coperta protettiva“.

L’articolo della protagonista dei due Maleficent ripercorre anche uno degli eventi cardini della sua vita, la separazione di Marcheline dal padre, l’attore Jon Voight: “Quando mio padre l’ha tradita le cambiò la vita. I suoi sogni di una vita in famiglia presero fuoco. Ma amava ugualmente essere una madre.”

Una rinuncia ancora più tragica se si pensa che per allevare due bambine la donna aveva detto addio al suo sogno di essere un’attrice, a soli 26 anni. L’ingombrante presenza di un ex così famoso, inoltre, non avrebbe fatto che scoraggiarla: “Dopo la sua morte ho trovato un video in cui recitava in un cortometraggio. Era brava, tutto le era possibile“.

La Jolie si fece tatuare una piccola lettera “W”, per ricordare la canzone dei Rolling Stones Winter che la madre le cantava da piccola. La sua progressiva scomparsa nel corso degli anni, riferisce l’attrice, ha rappresentato il processo di elaborazione del lutto.

Angelina, in occasione della ricorrenza, ha inoltre voluto ricordare e onorare tutte le madri rifugiate che ha incontrato durante la sua carriera di inviata speciale dell’Alto commissariato delle Nazioni Unite: “Ognuna di loro inizia il suo percorso di maternità con la promessa di fare tutto ciò che è in suo potere per proteggere il suo bambino, anche a costo della propria vita. E poche cose sono più tragiche di quando viene sconfitta e ammutolita. Grazie ai rifugiati ho capito che una madre è la persona più forte al mondo“.

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