Denti bianchi? Attenzione allo sbiancamento low cost

La bellezza della bocca passa attraverso denti bianchissimi: la nuova direttiva UE però pone misure restrittive sui prodotti low cost, potenzialmente dannosi.

I denti bianchi racchiudono tutta la bellezza della bocca, un risultato che parte innanzitutto da una corretta igiene orale; curare i denti è uno dei primi passi per mostrare una bocca sana e dalla dentatura luminosa. È proprio quest’ultimo punto ciò che tutti intendono per bellezza: una {#bocca} sana, pertanto lo sbiancamento è una delle pratiche più seguite e più richieste sebbene il processo per ottenere una dentatura bella e sana sia finito sotto accusa: ciò dipende dalle quantità degli agenti sbiancanti, tra cui il perossido di idrogeno.

Lo sbiancamento dei denti è un intervento talvolta molto costoso: pertanto molti cercano di affidarsi a soluzioni low cost, che potrebbero rivelarsi dannose. Esistono diversi modi per sbiancare i denti, più o meno durevoli e caratterizzati da prezzi più o meno alti. Si può ricorrere al dentifricio, che in realtà non ha effetto sbiancante ma smacchiante e che deve essere usato con parsimonia per non danneggiare il dente. Esistono, inoltre, le diffusissime strisce sbiancanti, che contengono molto perossido d’idrogeno poiché sono soggette a una dispersione del gel in bocca.

Esistono poi tecniche di sbiancamento più costose, da praticare direttamente dal dentista e che possono aggirarsi indicativamente su prezzi tra i 500 e i 700 euro: gli sbiancamenti effettuati negli studi dentistici possono avvenire con o senza lampada e assicurano una durata di due o tre anni; in casa, a prezzi elevati, si può fare lo sbiancamento con mascherina. Una pratica a parte è la pulizia dei denti, molto più vantaggiosa rispetto allo sbiancamento e che incide direttamente su tartaro e placca.

A fronte dei prezzi sul mercato, chi desidera avere denti bianchi spesso si rivolge a prodotti low cost, ovvero tra i 15 e i 20 euro per l’Italia e sotto alle 10 sterline per l’Inghilterra, nazione in cui questi procedimenti a basso costo sono sotto accusa poiché potrebbero mettere a serio rischio la salute dei denti. Per regolamentare la produzione e la vendita di prodotti da banco per la bocca, l’Unione Europea ha deciso che entro il 31 ottobre 2012 tutti gli stati europei dovranno recepire la direttiva che impone lo 0,1 % di perossido per i prodotti liberi e cosmetici e una percentuale più alta, tra lo 0,1 e il 6% per i prodotti dentistici da usare in ambulatorio; inoltre, i prodotti sbiancanti dovranno essere usati solo dopo attenta visita che escluda patologie orali. Tale direttiva, tuttavia, non considera la presenza di diossido di cloro che, attaccando lo smalto, potrebbe diventare diventare pericoloso.

Fonte: Ansa

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