Inci come leggerlo: tabella e nomenclatura

La lista nell'etichetta indica i diversi ingredienti di un prodotto cosmetico: ecco come imparare a leggerla.

Bellezza

Storia

L’acronimo Inci sta per International Nomenclature of Cosmetic Ingredients: il suo utilizzo è stato introdotto in Europa nel 1997 per identificare le sostanze con la stessa denominazione in tutti gli Stati membri e permettere ai consumatori di riconoscere facilmente le sostanze che è consigliato di evitare.

prodotti cosmetici in commercio sono sicuri, ma alcuni ingredienti andrebbero evitati e altri dovrebbero essere usati in modo limitato, non solo per la salute ma anche per la salvaguardia dell’ambiente. Altri invece possono essere problematici solo per alcuni soggetti specifici come le persone con tendenza a sviluppare allergie o soggetti più vulnerabili, come bambini e donne incinte.

Come si scelgono i cosmetici sicuri? Ecco come leggere le etichette dei vari prodotti cosmetici, tenendo presente la tabella degli ingredienti e la nomenclatura.

La tabella dell’Inci

  • propylparaben e butylparaben (conservanti), etyhylhexymethoxicinnamate (filtro solare) e BHA (antiossidante): sono dei potenziali interferenti endocrini, sostanze in grado interferire con il sistema ormonale con il rischio di alterarne il nomale funzionamento.
  • triclosan: è un conservante attualmente ammesso, secondo la normativa europea vigente, per la sua attività antimicrobica solo in alcuni cosmetici a delle concentrazioni massime prestabilite: dentifrici, saponi, deodoranti non spray, ciprie, correttori, prodotti per le unghie e collutori.può causare antibiotico-resistenza e contribuire allo sviluppo di allergie, inoltre è sospettato di essere un interferente endocrino.
  • methylisothiazolinone e methylchloroisothiazolinone: sono dei sensibilizzanti delle pelle.
  • butylphenyl methylpropional: è una fragranza di origine sintetica, già inserita nell’elenco delle 26 fragranze allergeniche.
  • paraffinum liquiduum: ampiamente utilizzata nei prodotti cosmetici per le sue proprietà emollienti e come veicolo per sostanze funzionali liposolubili. Applicata sulla cute, forma un film lipidico che potrebbe provocare l’occlusione dei pori con conseguente azione comedogenica in pelli con predisposizione acneica.
  • microcrystalline wax: è una miscela complessa di idrocarburi. È un ingrediente sicuro, inerte chimicamente, non provoca irritazioni né reazioni allergiche.
  • petrolatum: la vaselina viene utilizzato nella formulazione di una varietà di tipi di prodotti, compresi prodotti per il bagno, prodotti per la detergenza, prodotti per la cura della pelle, nel make-up, prodotti per la rasatura. Come controindicazione, a seguito dell’applicazione sulla cute, il petrolatum potrebbe provocare l’occlusione dei pori
  • mineral oil: è presente spesso nei prodotti destinati alle pelli sensibili perché forma un film sulla pelle tale da difenderla dalle aggressioni esterne idratandola (per occlusione), o meglio formando un film, nello stesso tempo. Si usa specialmente in ambito dermatologico. Possiede un’eccellente tollerabilità cutanea ed elevate prestazioni protettive e ampie opzioni di viscosità.
  • sls-sles, cocamide mea, tea, dea: sono sostanze presenti in moltissimi prodotti per la detersione e sono altamente sgrassanti, di conseguenza sono la causa di secchezza e sensibilità.
  • peg-ppg: sono emulsionanti di origine petrolchimica.
    formaldeide: è un composto cancerogeno, presente soprattutto nei prodotti per unghie.
  • tetrasodium EDTA: è un sale dell’acido etilendiammino tetracetico. Non sono stati rilevati effetti di irritabilità o sensibilizzazione cutanea, ma è scarsamente biodegradabile e la sua persistenza nei mari può determinare una diminuzione di flora e fauna marine.
  • dimethicone, cyclomethicone e cyclopentasiloxane, dimethicone copolyol: appartengono alla famiglia dei siliconi, ampiamente utilizzata nei prodotti per capelli per le sue proprietà condizionanti e lucidanti, risultando particolarmente efficace per il trattamento delle doppie punte. Sono alla base dei prodotti oil-free, indispensabili per i cosmetici a bassa untuosità ai quali conferiscono un tatto leggero anche se le formulazioni sono molto ricche di fase grassa. se è vero che i siliconi non vengono assorbiti ma rimangono sulla pelle, verranno lavati via in toto dai comuni detergenti e scaricati nelle condotte fognarie; dato che non sono ingredienti naturali ma di sintesi non sono biodegradabili.

Allergeni

Gli allergeni sono 26 sostanze tra cui una buona metà più a rischio perché hanno causato un alto numero di reazioni allergiche nei consumatori. La legge obbliga i produttori a indicare in etichetta gli allergeni a rischio. Ecco la lista.

  • Amyl cinnamal
  • Amylcinnamyl alcohol
  • Benzyl alcohol
  • Benzyl salicylate
  • Cinnamyl alcohol
  • Cinnamal
  • Citral
  • Coumarin
  • Eugenol
  • Geraniol
  • Hydroxycitronellal
  • Hydroxymethylpentyl-cyclohexenecarboxaldehyde
  • Isoeugenol
  • Anisyl alcohol
  • Benzyl benzoate
  • Benzyl cinnamate
  • Citronellol
  • Farnesol
  • Hexyl cinnamaldehyde oppure Hexyl cinnamal
  • Lilial oppure Butylphenyl methylpropional
  • d-Limonene
  • Linalool
  • Methyl heptine carbonate o Methyl 2-Octynoate
  • 3-Methyl-4-(2,6,6-trimethyl-2-cyclohexen-1-yl)-3-buten-2-one o Alpha-isomethyl ionone
  • Oakmoss extract o Evernia prunastri extract
  • Treemoss extract o Evernia furfuracea extract

Inci: nomenclatura

  • Secondo la nomenclatura Inci, gli ingredienti di un prodotto cosmetico vanno scritti in ordine decrescente di concentrazione al momento della loro incorporazione. Al primo posto si indica quindi l’ingrediente contenuto in percentuale più alta, poi a seguire gli altri ingredienti, fino a quelli contenuti in percentuale più bassa. Al di sotto dell’1% gli ingredienti possono essere indicati in ordine sparso.
  • Contiene alcuni termini in latino (riferiti ai nomi botanici e a quelli di ingredienti presenti nella farmacopea) mentre la maggioranza è in inglese (fuorché la parola Parfum che è in francese).
  • Nel caso dei coloranti si utilizzano le numerazioni secondo il Colour Index (ad esempio CI 45430); fanno eccezione i coloranti per capelli, che devono sempre essere indicati col loro nome chimico inglese.

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