L'appello di Elena Santarelli: "Noi siamo in casa, c'è chi è chiuso in ospedale da mesi"

La showgirl ha scritto una lunga lettera contro chi sottovaluta l'emergenza Coronavirus

Pubblicato il 16 marzo 2020

Elena Santarelli si è unita alla schiera di personaggi famosi che hanno lanciato il loro appello con l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica circa l’emergenza Coranavirus.

Ieri la showgirl ha condiviso un video su Instagram in cui legge una lunga lettera direttamente da casa sua in cui si trova in isolamento con il marito ex calciatore Bernardo Corradi e i figli. Elena è chiaramente emozionata mentre si rivolge a coloro che sottovalutano la situazione allarmante che stiamo vivendo: “Vorrei parlare a tutte quelle persone che si lamentano senza avere veri motivi per farlo. Bisogna fare una scala della tragedia, una scala delle lamentele, pensando a tutti quelli che ci circondano. Faccio la mia riflessione personale. Sono a casa, ma sono in una casa con tutti i comfort per mia fortuna e gratitudine. Ci sono tante cose per cui gioire ed essere grati, ma davvero tante ed ora abbiamo il tempo di apprezzarle e di capire quali siano“.

La showgirl ha continuato facendo riferimento al tempo trascorso in ospedale insieme al figlio Giacomo e alla sua lotta al tumore: “Noi siamo chiusi in casa, ma ci sono persone che sono chiuse in ospedale da mesi. Ci sono mamme e ci sono papà che non sanno più cosa inventarsi in quegli ospedali, quando il loro unico spazio per giocare è il letto. E comunque quando si combatte un male che si chiama cancro, con quella forza che solo i genitori sanno di avere, ricordatevi che non si è mai sconfitti“.

Elena ha, così, concluso la sua lettera con un messaggio di speranza e l’ennesimo appello a rimanere tutti a casa: “Non è un gioco. È un momento di forte riflessione per tutti, me compresa. Scriviamo tutti i buoni motivi per essere felici, nonostante la tragedia e appendiamoli sul nostro frigorifero per sorridere ancora di più […] Rimanete a casa, fatelo per tutte le persone più deboli, per i nostri figli, per i nostri genitori e per tutte le persone anziane“.

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