Nespresso: George Clooney risponde alle accuse di sfruttamento minorile

L'attore ha ricordato di aver lavorato da piccolo in una fabbrica di tabacco e ha affermato di essere in contatto con i vertici dell'azienda per risolvere la questione.

Pubblicato il 27 febbraio 2020

Per quanto sia uno degli attori più famosi di Hollywood, pur avendo diradato gli impegni cinematografici, George Clooney è probabilmente entrato nelle case degli italiani grazie agli spot della Nespresso, in cui con il suo naturale fascino e l’eleganza che lo contraddistingue decantava le doti delle famose cialde. Oggi però la sua collaborazione con la grande azienda potrebbe entrare in crisi.

L’attore, che ha guadagnato circa 40 milioni di dollari grazie al suo ruolo di ambasciatore del brand, è stato infatti raggiunto dalla notizia di un’inchiesta che accusa la Nespresso di rifornirsi da fattorie di chicchi di caffè in cui vengono impiegati minori.

Sfruttamento del lavoro minorile, questa la tesi dietro il lavoro investigativo portato avanti dalla trasmissione Dispatches di Channel 4, che ha documentato come i bambini di alcune zone del Guatemala fossero costretti a lavorare per sei giorni alla settimana nella raccolta dei chicchi e nello spostamento di carichi pesanti.

L’attore 58enne, da sempre attento alle questioni sociali e politiche del suo Paese e nel mondo, ha subito voluto rispondere alle pesanti implicazioni dei video mostrati in esclusiva. Clooney ha ricordato di essere entrato a far parte del comitato consultivo per la sostenibilità di Nespresso insieme alla Rainforest Alliance, al Fair Trade International e alla Fair Labour Association.

L’obiettivo, oggi come allora, rimane quello di migliorare le condizioni di vita dei contadini, di rendere le loro fattorie più efficienti e sostenibili. Sono molto orgoglioso dei risultati dei nostri sforzi, abbiamo migliorato le vite di migliaia di fattori in tutto il mondo“, ha dichiarato, per poi aggiungere di non voler affatto negare le accuse: “Sono molto sorpreso e rattristato da questa storia. Ovviamente questa compagnia e il suo consiglio d’amministrazione hanno molto lavoro da svolgere e quel lavoro sarà portato avanti“.

Clooney ha poi ricordato la propria esperienza personale, che lo ha reso sensibile alle questioni dello sfruttamento del lavoro minorile: “Essendo cresciuto lavorando ogni estate in una fabbrica di tabacco, sono molto consapevole delle complesse questioni che riguardano il lavoro minorile nelle piantagioni“.

Inoltre l’attore ha detto di sperare nella prosecuzione del lavoro del reporter Anthony Barnett, affinché possa “continuare a investigare sulle condizioni di lavoro mostrate, riportando con accuratezza nel caso in cui non dovessero migliorare. Il controllo della responsabilità di una grande multinazionale non è solo interna alla compagnia stessa, ma dipende anche dal lavoro di giornalisti indipendenti come Burnett“.

In conclusione i vertici della Nespresso hanno ricordato come tra le premesse dell’azienda ci sia la tolleranza zero nei confronti del lavoro minorile e hanno promesso di portare avanti uno studio per scoprire quali siano le fattorie filmate e se queste riforniscano davvero Nespresso. Nel frattempo l’acquisto di caffè è stato bloccato nelle aree coinvolte fino a quando non si sarà conclusa l’investigazione interna.

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