Come si cucina il farro secco: la ricetta passo per passo

Aggiornato il 18 marzo 2016

Il più famoso di questi eccezionali cereali di particolare pregio alimentare e gustativo è il farro della Garfagnana, un territorio dove da sempre il farro è la base di alcuni dei principali piatti tradizionali, in particolare minestre o torte salate. Anche se proibito in casi di celiachia in quanto contiene glutine. Il farro si presenta in diverse varietà: integrale, decorticato, semiperlato, perlato e intero. Oggi vi propongo una ricetta con il farro secco.

MINESTRONE DI FARRO E FAGIOLI

PREPARAZIONE

Mettete i fagioli in acqua fredda e lasciateli a mollo per una notte intera, scolateli e teneteli pronti per il successivo impiego.
Preparate in una pentola capace un soffritto con olio e un battuto di aglio e cipolla con una foglia d’alloro e un ciuffo di salvia.
Quando il tutto ha preso colore, versate i fagioli, mescolate e lasciate insaporire per qualche minuto togliendo infine la salvia e l’alloro.
Aggiungete ora il farro lavato sotto l’acqua corrente, unitevi il prosciutto tagliato a pezzettini, regolate di sale e pepe e completate con l’acqua necessaria a coprire il tutto.
Lasciate bollire per 3 ore, quindi servite cospargendo la minestra con dell’ottimo parmigiano grattugiato.

VINI CONSIGLIATI

Riesling Italico (Lombardia)
Potigliano Bianco (Toscana)

TEMPO DI COTTURA E PREPARAZIONE

4 ORE + 12 DI AMMOLLO
DIFFICOLTÀ:
NESSUNA

PER PORZIONE
CALORIE 480

DOSI PER 4 PERSONE
INGREDIENTI
200 g di farro
400 g di fagioli
1 cipolla
1 spicchio d’aglio
1 foglia d’alloro
qualche foglia di salvia
150 g di prosciutto crudo tagliato in un solo pezzo
olio q.b.
sale – pepe
parmigiano grattugiato

Le proprietà del farro

Il farro è povero di aminoacidi essenziali, in particolare di lisine, e per una corretta alimentazione è consigliabile associarlo a legumi. Poiché controindicato in caso di allergie, le prime volte che il farro viene somministrato a neonati va fatto con molta prudenza e sempre assicurandosi che i piccoli non soffrano di allergie o intolleranze alimentari. Il farro è ricco di fosforo, potassio e magnesio, di vitamine A, B2 e B3. Per ogni 100 gr di farro 350 kcal circa, l’1,5% di grassi e l’11% di proteine.

Il farro a tavola

Il zuppa di farro. Con il farro si possono preparare torte salate, ma anche pane, pasta e dolci.

Consigli pratici

Il farro va consumato preferibilmente entro la data di scadenza riportata sulla confezione e va conservato chiuso, al riparo da umidità e in un posto fresco. Durante la cottura, poi, è consigliabile rimuovere le impurità presenti sulla superficie dell’acqua prelevandole con una schiumarola. Il farro della Garfagnana per la sua particolarità non ha bisogno di ammollo. Si consiglia, quindi, di passarlo sotto l’acqua corrente per togliere le scorie rimaste.

Il farro in Italia

La coltivazione del farro nel nostro Paese viene praticata soprattutto, come detto, nella Garfagnana, ma anche nell’area umbro-laziale, tra l’Umbria ed il Reatino che comprende l’alta valle del Corno e l’alta Valnerina in Umbria, sulll’altopiano di Leonessa (Rieti) e in altri territori di confine tra la provincia di Rieti e l’Abruzzo.

Photo Credit: pikimota via photopin

Articolo originale pubblicato il 1 ottobre 2013

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