I pericoli per la salute della pelle, se si sceglie l’abbronzatura integrale non mancano: se è vero che il sole è indispensabile all’uomo, primo fra tutti per la produzione di vitamina D (che previene malattie come il rachitismo, l’osteoporosi e l’osteomalacia), è anche ormai assodato quanto sia dannoso per la pelle se ci si espone senza le necessarie precauzioni.

L’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) da tempo raccomanda di proteggere sempre la pelle con almeno un fattore 15 e di tenersi lontani dalle discusse lampade abbronzanti. Questo perché i danni provocati dall’esposizione ai raggi UV fortunatamente sono prevenibili.

È indispensabile optare per l’esposizione al sole nelle ore meno calde della giornata, evitando quelle centrali, e scegliere un buon prodotto di protezione solare. La scelta della crema protettiva è sempre fondamentale quando ci si espone ai raggi solari ma, soprattutto in questo caso, meglio fare attenzione ai fattori di protezione, per le zone più delicate del corpo è preferibile puntare su uno schermo protettivo elevato.

Il nudismo o naturismo? Per molti uno stile di vita legato alla voglia di sentirsi liberi e in piena connessione con la natura, ma per alcuni è la soluzione a un’abbronzatura poco uniforme e segnata dal bianco del costume.

I rischi dell’abbronzatura integrale

  • Completamente nudi o coperti da un costume bisogna abituare progressivamente la pelle al sole ed evitare “bagni di sole” perché invece della sperata abbronzatura perfetta in poco tempo si rischia solo di incorre in scottature, eritemi e colpi di calore.
  • L‘abbronzatura integrale solleva alcuni dubbi sul maggior rischio di contrarre infezioni rispetto a quando si indossa il costume.
  • Secondo un sondaggio, l’86% delle donne pensa che prendere il sole in topless sia pericoloso per la pelle, eppure l’abbronzatura non è più nociva sul seno rispetto al resto del corpo: è difficile dire se il carcinoma alla mammella, ad esempio, possa essere legato all’esposizione al sole.

Lo studio

Uno studio effettuato da un’équipe di ricercatori dell’Università di Edimburgo, in Scozia, pubblicato sulla rivista di divulgazione scientifica Experimental Dermatology, ha dimostrato che l’abbronzatura integrale più che nociva è inutile.

Gli studiosi hanno testato la colorazione della pelle di un campione di cento volontari, sottoposti a sei cicli di lampade solari:  il risultato è stato che l’epidermide si è abbronzata di più sulla schiena e meno sui glutei. Questo a causa di un meccanismo di difesa dai raggi del sole messo in campo dalle parti più intime e delicate, che avrebbero la pelle più spessa proprio per evitare di scurirsi. Inutile dunque andare in spiaggia seminudi con la speranza di abbrustolirsi ovunque perché un’abbronzatura integrale è impossibile.

I ricercatori hanno infatti dimostrato che parti differenti del corpo rispondono diversamente ai raggi UV e che questo potrebbe essere uno dei motivi per cui il melanoma compare in quantità differente a seconda della parte del corpo in cui si manifesta.

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