Essere l’unica donna in ufficio, o in cantiere, o in un qualsiasi ambiente di lavoro, può essere a tratti frustrante, o comunque può mettere alla prova la propria pazienza. Si tratta comunque di un’esperienza da maneggiare con cura, ma da cui si può sopravvivere grazie a qualche piccolo accorgimento.

Nonostante la presunta parità dei sessi, si incappa ancora oggi nella triste considerazione che una donna deve dimostrare il proprio valore più di quanto non debba fare un uomo, soprattutto in un ambiente lavorativo nel quale si trova in minoranza. Ci sono datori di lavoro che sebbene non si preoccupino della qualità professionali dei propri subordinati maschili, non vedono l’ora di cogliere in fallo le dipendenti femminili, solo per il gusto di dimostrare che dovrebbero lasciar perdere quel lavoro. In questi casi, l’unica soluzione nonostante l’evidente ingiustizia è essere sempre iper-preparate per non farsi sbeffeggiare. Oppure, per cuori impavidi, sopportare senza fare una piega le proprie carenze.

Un ufficio al maschile può rivelarsi spesso molto silenzioso. Generalmente sono infatti le donne a intramezzare le ore di lavoro con qualche chiacchiera tra colleghe, mentre gli uomini quando si mettono sul computer, progetto o qualsiasi cosa sia, tendono a rimanervi concentrati, sarà anche per la mancanza di multi-tasking. L’errore in questo caso è comportarsi come se si fosse tra donne, e cercare di attaccar bottone. Meglio conservare la propria voglia di chiacchiere per le sere tra amiche.

L’abbigliamento è sempre un tasto sensibile in ambienti di lavoro completamente maschili. La via più facile è quella di presentarsi piuttosto rigorose, in maglia, o giacca, e pantaloni. Non si tratta di nascondere la propria femminilità ma di omologarsi all’ambiente. Può sembrare una scelta che va incontro a un sentimento maschilista, ma di fatto è semplicemente la più comoda, per passare inosservate e non andare incontro a attenzioni indesiderate. Poi certamente ci sono donne impavide, che non temono di mostrare la propria femminilità con tacchi, gonne o scollature, e una buona dose di sicurezza di sé.

Altra considerazione sensibile: gli approcci dei colleghi. Ci sarà sempre qualcuno che farà avance più o meno insistenti, che sia dopo una riunione di lavoro, o a una qualche festa d’ufficio. Quando le attenzioni non sono gradite, evidentemente non bisogna lasciarsi intimidire ma dire chiaramente no, e minacciare di rivolgersi al proprio superiore, se la cosa va avanti.

Infine bisogna munirsi di umorismo. I maschi insieme manifestano un lato ridanciano cui non si può reagire in altro modo se non ridendo. Abbarbicarsi in atteggiamenti rigidi di fronte a battute sul proprio conto spesso è solo controproducente, anche se ovviamente gli scherzi devono essere innocui e bidirezionali. In questo caso possono anche considerarsi una manifestazione di perfetta integrazione.

Fonte: Hubpages