Forse non tutti sanno che circa il 45% delle donne possiede un vibratore, e sicuramente quasi nessuno conosce l’origine di questo tanto chiacchierato sex-toy. Il film “Hysteria”, interpretato da Maggie Gyllenhaal, racconta la storia di questo oggetto di piacere, o meglio del suo inventore, un medico inglese dell’800.

Il brevetto del vibratore va assegnato allo psichiatra Joseph Mortimer Granville, sebbene gli sia stato successivamente “rubato” da una società statunitense. Ma la cosa più bizzarra, è che questo surrogato del sesso è nato per scopi terapeutici, infatti il suo inventore pensava che potesse curare l’instabilità emotiva e l’irritabilità delle donne.

La Gyllenhaal, accompagnata da Rupert Everett e Jonathan Pryce, interpreta la figlia di questo luminare in una pellicola che non ha precedenti, e proprio per questo ha fatto gola alla regista Tanya Wexler. Ecco come quest’ultima ha giustificato questa scelta azzardata:

Quando ho sentito la storia dell’invenzione del vibratore, ho deciso che se avessi fatto un altro film nella mia vita, sarebbe stato su questa storia.

Se l’uso del vibratore sia davvero efficace per curare certi tipi di isterismi femminili non è certo comprovato, tuttavia questo strumento è stato sempre protagonista di grandi discussioni e teorie differenti. E se negli anni venti è stato ritirato dal commercio, perché identificato come un classico oggetto della pornografia, è curioso notare come anche oggi in alcuni stati USA la vendita dei vibratori sia considerata illegale e punita con sanzioni non da poco.