I diritti delle donne e dei gay in piazza in Vaticano, durante l’Angelus di papa Benedetto XVI. Quattro esponenti del gruppo Femen, un’organizzazione femminista, sono rimaste a seno nudo in piazza San Pietro sfoggiando sui loro corpi delle scritte come «omofobo stai zitto» e «crediamo nei gay».

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Le femministe sono state bloccate dalle forze dell’ordine, alcune intente a coprire le nudità. La piazza del Vaticano è stata per pochi momenti in subbuglio durante la manifestazione dei diritti delle donne e dei gay e qualcuno ha dato anche in escandescenze: una donna ha picchiato un’attivista con un ombrello tra i flash dei fotografi e gli sguardi dei curiosi, affermando di voler punire il “diavolo”.

Le attiviste hanno un’età compresa tra i 23 e i 25 anni e sono due di nazionalità francese e due di nazionalità ucraina: tra loro c’era la leader del gruppo, Inna Shevcenko. I reati per cui potrebbero essere imputate sono manifestazione non autorizzata, atti osceni in luogo pubblico e forse anche oltraggio al pudore. Intanto in Francia si svolgeva una manifestazione pro matrimoni e adozioni per gli omosessuali. La manifestazione arriva all’indomani della decisione della Cassazione di stabilire che non esistono prove scientifiche che ostino all’adozione da parte dei gay.

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È stato anche particolare il modo con cui i social network hanno riletto l’accaduto. Gli attivisti cruelty free, per esempio, si sono focalizzati sul fatto che la “credente picchiatrice” indossasse una pelliccia, rappresentando la malvagità per antonomasia. I filocattolici invece si sono schierati dalla parte della fedele, come se in effetti il cristianesimo non predicasse l’amore e la non violenza. Ma su tutto sembra essere passato in secondo piano che nel 2013 qualcuno creda ancora a una superstizione come l’esistenza del diavolo sulla terra (all’inferno è opinabile, dipende dal proprio credo religioso) e che persone che manifestano per i diritti delle minoranze possano essere scambiati per quest’entità.

Fonte: Corriere della Sera.