Le varie teorie che circolano intorno alla gravidanza sono ben note, dalla forma della pancia che indica il sesso del nascituro fino agli alimenti considerati nocivi per mamma e feto. Altrettante dicerie, tuttavia, riguardano il momento del parto e i travaglio che lo precede.

Sebbene non esista ancora una guida compilata dalle esperte in materia, come il nuovo testo scritto da tre ostetriche californiane davvero illuminante per tutte le future mamme, le false teorie sul parto non mancano e riguardano soprattutto i vari modi per accelerare l’inizio del travaglio e poter finalmente conoscere il nuovo arrivato.

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Cosa c’è di vero e di falso in queste teorie? La prima riguarda il sesso, o meglio, il detto secondo il quale fare l’amore nei giorni immediatamente precedenti dal DDP (la data presunta del parto) possa stimolare le contrazioni. In questo caso, si tratta di verità, infatti il liquido seminale è in grado di facilitare la contrazione dell’utero grazie alle prostaglandine contenute al suo interno.

Uno sforzo eccessivo può far si che il sacco amniotico si rompa? Si parla in particolare di alcune attività abbastanza faticose per una donna al termine di una gravidanza, come salire le scale o fare camminate a passo svelto. Ci troviamo davanti a una teoria parzialmente vera, infatti in questo modo il sacco si potrebbe effettivamente rompere, ma se ciò avviene troppo precocemente i tempi del travaglio non si accorcerebbero ma, al contrario, potrebbe volerci più tempo per far nascere il bambino.

La terza teoria riguarda la paura del cosiddetto parto asciutto, che avverrebbe in caso di rottura delle acque e perdita di molto liquido. In ogni caso, il bimbo che nascerà a breve non può rimanere sprovvisto di liquido intorno, infatti quello che fuoriesce proviene dalle membrane inferiori dell’utero.

La perdita del tappo mucoso, inoltre, non determina un parto ormai imminente come generalmente si pensa, infatti anche venendo a mancare questa membrana potrebbero mancare ancora diversi giorni prima della nascita del bambino, fino anche a dieci. Le contrazioni, invece, potrebbero effettivamente iniziare ma ci vorrà comunque del tempo prima che aumentino di intensità e che si trasformino in doglie.

Ultima diceria. La luna piena facilita il parto? Effettivamente sembra che nei giorni di luna piena nascano più bambini, ma non esiste una spiegazione scientifica che giustifichi questo fenomeno. Potrebbe essere l’attività lunare, invece, a determinare la rottura del sacco e quindi, indirettamente, a facilitare l’arrivo del travaglio.

A queste teorie si aggiungono altri rimedi naturali spesso ritenuti utili per stimolare le contrazioni come, ad esempio, il curry e il peperoncino, che agirebbero indirettamente sul collo dell’utero. Si dice che anche l’ananas, che favorisce la produzione di prostaglandine, possa aiutare il travaglio, così come la stimolazione dei capezzoli effettuata singolarmente, che aiuterebbe la futura mamma a produrre ossitocina.