Sono ricche, famose, cinquantenni, e future mamme. L’attrice Alessandra Martines e la soubrette Carmen Russo, la cantante Gianna Nannini o l’ex sottosegretario Francesca Martini, che portano avanti la loro gravidanza con orgoglio, sfidando le convenzioni e facendo notizia.

La maternità tardiva è un fenomeno sociale legato perlopiù alle difficoltà economiche e agli impegni di lavoro, che costringono molte donne a rimandare la scelta di un figlio.

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La diffusione delle tecniche artificiali sono la conseguenza inevitabile dell’innalzamento dell’età media del primo figlio. Ma in questo cambiamento sociale rientrano anche casi molto differenti dalla media, e tra di essi. La vicenda della deputata leghista veronese, 51 anni, madre di due gemelli di 24 anni, è definibile come il caso più semplice: è diventata mamma senza aiuti e condivide la sua gioia con il compagno, il portavoce di Renato Schifani, Eli Benedetti. Ai giornali ha riferito:

«È una gravidanza del tutto inattesa. Anche i miei figli, già grandi, sono felicissimi. […] Si diventa mamme quando lo si desidera e la biologia lo permette ancora. Per me, anzi per noi, questo bambino è un vero dono del Signore, tanto che si chiamerà Benedetto come il Santo Padre. Un regalo del Cielo.»

Molto diversa la vicenda della ex starlette Carmen Russo, che diventerà mamma per la prima volta all’età di 53 anni. Il suo compagno, il coreografo Enzo Paolo Turchi, ne ha 63. Una maternità voluta tantissimo, dopo molti tentativi e delusioni, anche abbastanza pubblicizzata. Tanto da aver meritato una critica – forse eccessiva – di Luciana Littizzetto, che dai riflettori di “Che tempo fa che fa”, sui Rai3, l’ha platealmente accusata di egoismo, facendo notare che ci sono molti ragazzi, più grandicelli, negli istituti, in cerca di una famiglia. La replica della futura neomamma, intervistata da Piero Chiambretti su Radio2, è arrivata a stretto giro di posta:

«Ci sono persone che hanno una visione molto superficiale sull’avere dei bambini ed essere genitori. Grazie all’amore, alla medicina, alla buona volontà oggi una donna riesce a diventare mamma anche in età avanzata. Sento di essere più consapevole, matura, di avere più tempo di dieci o venti anni fa da dedicare a un figlio. Viviamo con Enzo Paolo un amore collaudato e oggi siamo in grado di offrire a un figlio quella serenità di cui ha bisogno.»

Un caso ancora più eclatante è quello di Alessandra Martines. La copertina di Vanity Fair con il compagno Cyril Descours ha fatto molto discutere. Lei a 49 anni aspetta un figlio da lui, che ne ha appena compiuti 29. Un altro caso differente nelle molteplici possibilità che le donne di oggi stanno sperimentando. Incinta in età avanzata, come Carmen Russo, ma in modo naturale e con un compagno molto più giovane:

«È stato il bambino a scegliere quando arrivare. Nell’anno in cui l’abbiamo cercato, ogni volta che mi tornava il ciclo erano pianti. Ma ho provato a restare positiva. Sono comunque favorevole a qualsiasi mezzo che consenta alle donne di avere figli».

Le tre storie raccontano di tre donne molto diverse, che probabilmente non approvano completamente le scelte l’una dell’altra, ma che sono accomunate da un principio che le seguirà per tutta la vita: l’aver fatto nascere un figlio sapendo che quando avrà compiuto la maggiore età loro saranno già nella terza età.

Un fenomeno che è anche culturale, che cambierà profondamente lo stesso concetto di famiglia: di questo passo, considerando l’età media sempre più alta dei genitori, le società del futuro saranno composte da figli unici con genitori anziani, di cui si dovranno occupare.

È un fatto né giusto né sbagliato, ma un elemento demografico di cui dovremo tener conto. Lo stato sociale, i tempi degli studi e dell’ingresso nel lavoro, le responsabilità individuali e collettive rispetto alla cura degli altri, saranno diverse da quelle odierne. E allora le scelte di queste donne rappresenteranno l’avanguardia di un cambiamento epocale.