Considerato uno tra i generi musicali più giovani, la musica elettronica iniziò la sua larga espansione intorno agli anni settanta grazie alla diffusione di sintetizzatori e sequencer, i quali, in particolare negli anni novanta, divennero di uso comune e dunque non più limitati all’avanguardia sperimentale.

Per la diffusione del sintetizzatore, fu dato un contributo significativo da grandi protagonisti dello scenario rock di un po’ di tempo fa, quali i Pink Floyd, Keith Emerson e Rick Wakeman, che per creare atmosfere innovative e soprattutto per facilitare il lavoro per la produzione di sonorità più complesse, si avvalsero dell’elettronica.

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Uno tra i primi e più celebri esponenti di tale espressione musicale è il compositore greco Vangelis: impossibile non ricordare la celebre traccia “Chariots of Fire“, colonna sonora del film cult Momenti di Gloria diretto dal regista Hugh Hudson, per la quale nel 1982 ha ricevuto il premio Oscar. Importanti sono state anche le collaborazioni  di Vangelis con alcuni cantanti italiani, come Riccardo Cocciante, Claudio Baglioni, Milva e Krisma.

Ma il vero e proprio boom della musica elettronica è avvenuto, e si protrae ancora, con i Daft Punk, un duo parigino composto da Guy Manuel De Homem Christo e Thomas Bangalter, che nel 1997 si è fatto conoscere da un pubblico più esteso grazie al singolo “Around the World” estratto dal primissimo album “Homework”. Altre tra le tracce più celebri sono: “Make Love”, “One More Time”, “Digital Love”, “Harder, Better, Faster, Stronger”, “Something About Us”, “Technologic” e “Robot Rock”.

Un grandissimo contributo a questo genere di musica è stato dato anche dai Chemical Brothers, un altro duo questa volta inglese.  La loro musica è considerata molto particolare poiché  ricca di diversi tratti sonori, ognuno dei quali riconducibile a una diversa sottocategoria della musica elettronica: big beat, elettropop e techno. Tra i loro singoli più importanti ricordiamo “Elektrobank”, “Hey Boy Hey Girl“, “Out of Control”, “Galvanize”, “Believe”, “Do It Again” e “The Salmon Dance”.

Come non citare anche il gruppo norvegese Röyksopp, composto da Torbjørn Brundtland e Svein Berge, che è stato considerato una delle svolte più importanti della musica elettronica; basti pensare che il primo disco, uscito nel 2001, dopo essere stato inserito dalla critica come album di musica elettronica di maggior rilievo, ha venduto un milione di copie in tutto il mondo, traguardo non semplice dato che si trattava solo di un album di debutto. Tra i pezzi più conosciuti vi sono: “Poor Leno”, “Remind Me”, “Only This Moment”, “What Else Is There“, “Happy Up Here” e “The Girl and the Robot”, “Tricky Tricky”, e l’ultimo singolo “Forsaken Cowboy”.

Altri contributi alla musica elettronica degni di nota sono i Goldfrapp, gruppo nato nel 2000, ma che in Italia ha raggiunto la fama qualche anno più tardi, grazie al singolo “Ooh La La” uscito nel 2005; i Justice, gruppo francese con parecchie influenze rock; Peaches, pseudonimo di Merrill Beth Nisker, cantante canadese nota per la musica particolarmente ritmata ma anche per il suo forte carisma sul palco; i Ladytron, band originaria di Liverpool i cui singoli più conosciuti sono “Playgirl”, “Destroy Everything You Touch”e “Ghost” ; Moby, compositore e cantante di alcune tra le più belle e famose musiche appartenenti a questo genere musicale.

È il caso di ascoltare anche i Robots in disguise, band britannica con un forte tratto punk; i Fischerspooner, che con il loro singolo “Emerge” riuscirebbero a far ballare chiunque; i Faithless, band ancora una volta inglese caratterizzata da una fusione tra musica elettronica, hip-hop e dance; gli Air, duo francese di genere elettronico ma anche ambient, trip hop, chill out, New Wave e pop; i Crystal Castles, band originaria di Toronto famosa non soltanto per i suoi successi mondiali quali “Crimewave”, ma anche per i numerosi remix fatti per altri gruppi e per gli show particolarmente caotici.

Inoltre, vi sono tantissimi gruppi musicali poco conosciuti, tuttora in attività, che producono questo genere di musica con dei risultati a volte sorprendenti: è il caso dei Venus In Drops, gruppo electro funk con influenze anche indie e rock che con un recente tour è riuscito a farsi conoscere in tutta Italia (per chi non li conoscesse ancora, sarebbe il caso di ascoltare “The First Genesis”, “Lucy Was in the Stars”, “Pulp” e “So Many Times”), ma è anche il caso dei Good Falafel, band palermitana formatasi nel 2007, caratterizzata  inizialmente da improvvisazioni sperimentali, in seguito “riordinate” non perdendo però quel particolarissimo tratto psichedelico.