Cous cous alla livornese: insieme a tavola in autunno Una ricetta ricca per un cous cous regionale: è livornese questo cous cous all’italiana decisamente energetico, ideale quando fuori piove ed è bello stare insieme a tavola, per il pasto di mezzogiorno o per cena, con amici ma anche in famiglia con un piatto che fa atmosfera d’oriente. Mi fa piacere suggerirvi oggi questo cous cous di casa nostra che rivede il tradizionale cous cous asiatico con quel pizzico in più che lo rende più adatto al nostro gusto.

COUS COUS ALLA LIVORNESE

PREPARAZIONE

Preparate il minestrone: mondate e tritate una carota, la costa di sedano, una cipolla; pulite il cavolo verza e tagliatelo a striscioline; tagliate a dadini le altre due carote e le zucchine a rondelle.

In due cucchiai di olio soffriggete per qualche minuto le verdure tritate con qualche foglie di salvia, aggiungete poi 300 g di pomodori pelati, gli spinaci, il cavolo verza, le carote a dadini e le zucchine a rondelle e fate insaporire per qualche minuto. Versate due mescoli d’acqua calda e portate a bollore, abbassate quindi la fiamma, incoperchiate e cuocete per un’ora; a questo punto unite i fagiolini già cotti.

Mentre il minestrone cuoce, preparate le polpette: impastate la carne macinata con la mollica di pancarré sbriciolata e le uova, insaporite con cannella e noce moscata, un pizzico di sale e una macinata di pepe. Amalgamate bene fino ad ottenere un impasto omogeneo e poi fatene delle piccole polpette.

In due cucchiai di olio extravergine d’oliva rosolate per qualche minuto uno spicchio d’aglio, aggiungete le polpette e i pisellini. Lasciate rosolare per qualche minuto e aggiungete a questo punto gli altri pelati. Portate a cottura per 25 minuti.

Portate a ebollizione 500 ml di acqua e togliete dal fuoco. Aggiungete due cucchiai di olio extravergine d’oliva e il cous cous precotto, mescolate e lasciate riposare per 10 minuti coperto. Poi con una forchetta sgranate il cous cous e servite in un grande piatto di portata possibilmente rotondo, condito dal minestrone di verdure e accompagnato dalle polpette al pomodoro. Eccovi un piatto unico dal sapore unico.

TEMPO DI PREPARAZIONE E COTTURA:

1 ORA

DIFFICOLTÀ:

NESSUNA

PER PORZIONE:

CALORIE 380

DOSI PER 8 PERSONE

INGREDIENTI

500 g di cous cous precotto

500 g di carne macinata di manzo

600 g di pomodori pelati

300 g di cavolo verza

1 cipolla – 3 carote

1 costa di sedano

2 fette di pancarré – 2 uova

200 g di fagioli già cotti

80 g di olio extravergine d’oliva

3 zucchine – 200 g di pisellini

300 g di spinaci freschi

aglio – noce moscata

cannella in polvere

3 foglie di salvia fresca

sale – pepe

I vini in abbinamento

Il cous cous ha un sapore deciso, richiede quindi un vino dal sapore deciso, come il Grignolino d’Asti DOC, un vino dal profumo delicato con sentore fruttato e di sottobosco e spesso con caratteristici sentori di pepe bianco; sapore raffinato, asciutto per la tipica presenza di tannini con retrogusto gradevolmente amarognolo. Il Grignolino d’Asti DOC è un vino da tutto pasto, si adatta ad antipasti e ai primi, a piatti leggeri moderatamente grassi. Ottimo con i salumi, le minestre asciutte e in brodo, le torte di verdura, arrosti di carne bianca, l’anatra e il pollame pregiato, le fritture, le frittate e altri piatti di mezzo tipici del Piemonte. A molti piace con il pesce e tanti hanno scoperto la sua perfetta abbinabilità anche con il cous cous. Si serve giovane a temperatura ambiente. La giusta temperatura di degustazione può variare tra i 15° e i 18°. Particolarmente indicato per fritto misto alla piemontese, agnolotti, fave, formaggi semi-duri, spiedini.

Ottimo anche il Barbaresco, tra i migliori vini italiani da abbinare ad arrosti, selvaggina, pollame nobile, brasati e formaggi stagionati o piccanti. Ma il Barbaresco si abbina bene anche a primi piatti ricchi e robusti, come appunto il cous cous, e primi piatti a base di tartufo bianco e funghi porcini. Bene l’accompagnamento del Barbaresco DOCG a piatti importanti come il petto di piccione al forno, lo stracotto di bue alla piemontese o la lepre in civet. Va servito a temperatura non superiore ai 20° dopo aver aperto la bottiglia almeno una o due ore prima della degustazione per favorirne l’ossigenazione ottimale e quindi i profumi ed il sapore.

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