Spesso sottovalutato, il lavoro della segretaria è di grande responsabilità. Un difetto, tuttavia, c’è. Se il capo è stressato, lo sarà anche la povera malcapitata che gli fa da assistente. Questa teoria è stata comprovata da un’indagine promossa da Dymo e presentata nel corso del “Secretary Day”.

Il ritratto della segretaria tipo che è scaturito da questo seminario, dal titolo “No stress @work”, è caratterizzato da una buona dose di stress, che ovviamente mina il rendimento generale dell’ufficio e la soddisfazione del titolare. Il 75% delle segretarie e assistenti di direzione intervistate, infatti, ha ammesso non solo di sentirsi sotto stress, ma anche di non averne mai informato il capo per trovare una soluzione.

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Questo è un punto importante, perché in realtà le aziende dovrebbero verificare lo stato di salute dei dipendenti secondo la circolare sul “rischio stress da lavoro correlato”, emanata dal ministero. Al primo posto tra le cause di malessere sul posto di lavoro, per il 30% delle segretarie è l’eccessivo carico di impegni e mansioni.

Tra le altre motivazioni figurano la monotonia delle mansioni svolte, troppo ripetitive, la mancanza di comunicazione con il titolare e gli altri colleghi, lo stipendio non adeguato e, naturalmente, le difficoltà nel conciliare la vita lavorativa con quella privata, che penalizza le donne nella maggior parte delle professioni.

Si aggiunge a questo elenco anche la richiesta, da parte del capo, di svolgere incarichi multitasking, che inevitabilmente richiedono più tempo, dedizione e anche responsabilità. Un po’ troppo, insomma, per un impiego da assistente e remunerato come tale. Senza considerare che, spesso, una segretaria deve anche far fronte allo stress del suo diretto responsabile.

A tal proposito, infatti, il 74% delle donne intervistate ha affermato di sentirsi sotto pressione a causa delle varie preoccupazioni del capo, in ansia per il fatturato, per le scadenze così come per le pressioni che, a sua volta, sente su di se. Cosa chiedono le segretarie per migliorare la loro condizione? In primis una maggiore attenzione da parte dell’azienda, che dovrebbe organizzare e predisporre materiale informativo relativo al possibile stress dei dipendenti.

Ben il 76% delle assistenti, inoltre, preferirebbe condividere queste problematiche con chi di dovere, che potrebbe essere il responsabile delle risorse umane o il capo in persona. Quello dello stress sul posto di lavoro, infatti, non è una patologia da sottovalutare, basta pensare alle varie manifestazioni nelle quali si presenta: emicrania, insonnia, svogliatezza e senso di angoscia.