Buttafuori allontana tre ragazze da un locale: "Siete troppo coperte"

È successo nella discoteca Shilling di Ostia. Secondo lo steward le ventenni non erano abbastanza succinte per poter entrare. La madre di una di queste, Daniela, ha denunciato il trattamento "umiliante e discriminatorio" su Facebook.

Pubblicato il 5 maggio 2022
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È”Sono molto indignata per quello che è successo“. Inizia così il post Facebook di Daniela, la madre di una delle tre ragazze a cui è stato negato l’ingresso nella discoteca Shilling di Ostia. Un buttafuori avrebbe riservato questo trattamento a sua figlia e ad altre due amiche, le ventenni che il 1° maggio erano andate nel locale per un aperitivo. “Colpevoli” di essere vestite troppo e in maniera poco succinta, lo steward le ha allontanate così: “Siete troppo coperte, non vi faccio entrare”.

L’indomani, la donna ha quindi denunciato l’accaduto sui social, sottolineando tutto il suo sdegno per il modo “umiliante e discriminatorio” con cui sono state trattate le giovani. Un lungo messaggio diventato immediatamente virale. Sul gruppo Ostia Informa Daniela ha scritto:

Un gruppo di ragazzi tra i 21 e 23 anni, alcuni del luogo altri provenienti da altri quartieri romani si sono trovati respinti perché non avevano i requisiti fisici? Per bere un aperitivo quali qualità fisiche necessitano? Lo trovo vergognoso, umiliante e discriminante da parte del gestore di questo locale un tale comportamento. Solo perché non sei alta abbastanza, non hai una taglia di reggiseno notevole o perché non ti vesti succinta non puoi accedere, per giunta pagando a consumare“.

La riflessione della madre è continuata così:

“Come possono arrogarsi il diritto di esercitare una tale discriminazione e farlo tranquillamente pubblicamente? Sentirsi dire da un troglodita rivestito in giacca e cravatta non puoi entrare perché non hai i requisiti fisici? Locali come questo andrebbero chiusi. Naturalmente i ragazzi in questione non erano in stato evidente di alterazione, ma ragazzi normali. Studenti universitari impegnati forse più nello studio che a seguire le tendenze per essere più visibili sui social! Mi domando, un paese che si fa paladino dei diritti umani permette che i propri figli vengano trattati in questo modo?”.

Come dichiarato da Il Fatto quotidiano, una ragazza è tornata dal gestore pretendo delle scuse. “Alla fine sono arrivate, ma tra una serie di battute poco felici e, soprattutto, dopo una lunga discussione”.

Fabio Balini, responsabile dello Shilling, ha dichiarato a sua volta: “Più che una selezione, in questo caso mi sembra sia stato un gesto di maleducazione da parte dello steward. Se quelle cose che ha detto corrispondono al vero, fanno vergognare e indignare anche me. Non ero presente, ma sono costernato del comportamento dello steward. Porgo per conto dello Shilling tutte le scuse del caso”.

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