Lulù Selassié, una senatrice in sua difesa per lo scherno di Maurizio Costanzo

Barbara Masini ha presentato un'interrogazione parlamentare dopo i continui episodi discriminatori in televisione nei confronti delle donne, tra cui il discorso derisorio del conduttore e Manuel Bortuzzo verso l'ex gieffina.

Pubblicato il 13 maggio 2022

Gli interventi di Manuel Bortuzzo durante la sua intervista al Maurizio Costanzo Show hanno suscitato diverse polemiche. L’ex nuotatore e il conduttore, infatti, hanno portato avanti un discorso sulla relazione con Lulù Selassié e la loro rottura con toni che non sono piaciuti non solo ai fan di lei, ma anche alla senatrice Barbara Masini.

Durante la puntata dell’11 maggio del Maurizio Costanzo Show, tra gli ospiti è spiccato il nome di Manuel Bortuzzo, al quale il conduttore ha rivolto domande a proposito della sua partecipazione al Grande Fratello VIP. “Mi è parso che un reality così avesse una marcia in più, un sentimento in più determinato da voi due [Bortuzzo e Aldo Montano, ndr]. Non tanto da quella ragazza lì, come si chiama?“. La frase di Costanzo ha suscitato le risate del pubblico, così il conduttore ha proseguito con un paio di domande su Lulù Selassié, ex gieffina che ha avuto una relazione con Bortuzzo nel periodo del reality, in cui si è riferito a lei chiamandola “curiosa fidanzata” e chiedendo se non le sarebbe piaciuto “fare la passerella” con tono scherzoso.

Lo scherno di Bortuzzo e Costanzo verso Lulù Selassié non è passato inosservato. Non solo la sorella Jessica e i fan della ragazza hanno invaso il web di critiche verso il talk show e i due personaggi, ma dalla parte dell’ex gieffina si è schierata anche una senatrice di Avanti, Barbara Masini. La parlamentare ha infatti condannato gli atti derisori e ha presentato un’interrogazione al Parlamento per “cambiare approccio nei confronti di chi, ancora oggi, utilizza il mezzo televisivo senza preoccuparsi di chi c’è dall’altra parte dello schermo“.

Non si tratta di politicamente corretto o di voler inibire la libertà di espressione, si tratta di dare nuovamente alla televisione e ai nuovi media, quel ruolo formativo ed educativo che hanno ricoperto per lungo tempo ma che ormai hanno completamente smarrito. La televisione italiana è anni luce lontana dal recepimento delle direttive europee e internazionali sulla parità di genere, contro le discriminazioni e il linguaggio d’odio, e questo è, senza dubbio, uno dei motivi per cui il nostro Paese è negli ultimi posti per ciò che riguarda l’educazione sentimentale. Da anni facciamo campagne di sensibilizzazione nelle scuole per limitare questi fenomeni, per educare i nostri ragazzi all’uguaglianza e al rispetto e poi vediamo tutto vanificato con dei siparietti televisivi in cui le donne vengono oggettivate e spersonalizzate e i gay derisi come nella più becere delle commedie comiche anni ’80. Non possiamo più nasconderci dietro al velo della libertà a tutti i costi, perché questo tipo di libertà, che ledono la dignità altrui, non libera ma ingabbia e condanna ad una estrema pochezza culturale.”

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