Bags: Inside Out, al Victoria and Albert Museum in mostra la borsa

Dalla Baguette Fendi di Carrie Bradshaw alla Asprey grigia di Margaret Thatcher fino alla Lait Coco di Chanel: in esposizione sua maestà la borsetta

Pubblicato il 3 marzo 2020

Se avete in cantiere un viaggio a Londra, scegliere un weekend tra il 25 aprile e il 31 gennaio 2021 potrebbe essere un’occasione per una visita al Victoria & Albert Museum che ospita una mostra che farà impazzire ogni fashion addicted: Bags: Inside Out ovvero la più completa esposizione mai fatta nel Regno Unito sulla borsa, dai modelli più venduti delle grandi griffe alle valigette per dispacci, dai beauty-case fino gli zaini militari.

Attraverso l’esposizione di design innovativi, da Mulberry (il brand, molto amato da Meghan Markle, che sponsorizza la mostra), Karl Lagerfeld, dall’heritage di Hermès fino allo streetwear di Off-White, oltre a uno sguardo all’interno del mondo della fabbrica e dell’atelier.

Karl Lagerfeld for Chanel ‘Lait de Coco’ evening bag Autumn–Winter 2014, Paris (Courtesy Press Office)

Con circa 300 pezzi, da piccole borsette tenute sulla punta di un dito fino a lussuosi bauli di viaggio,  Bags: Inside Out si propone di esplorare la storia di questi oggetti del desiderio, in un arco temporale che va dal XVI secolo fino ad oggi: c’è la Baguette di Fendi indossata da Sarah Jessica Parker in una delle scene più popolari di Sex and the City, la valigetta rossa che conteneva i dispacci di Winston Churchill, la custodia della maschera anti-gas appartenuta alla Regina Maria durante la Seconda Guerra Mondiale, la borsetta Asprey grigia di Margaret Thatcher.

‘Baguette’ bag worn by Sarah Jessica Parker in Sex and the City 2000, Italy (Courtesy Press Office)

La prima sezione sulla Funzione (Function) esamina le borse nella veste di oggetti pratici realizzati per custodire effetti personali. Tra gli articoli rari figurano una grande borsa ricamata usata per contenere la matrice d’argento del Grande Sigillo d’Inghilterra di Elisabetta I e la valigia porta-documenti di Vivien Leigh. Un baule Louis Vuitton risalente ai primi anni del XX secolo, un tempo appartenuto a Emilie Grigsby, esponente dell’alta società americana, dopo un lungo restauro ha rivelato la storia nascosta dei suoi viaggi sui grandi transatlantici mondiali.

Louis Vuitton, Malle Haute trunk c.1900, Paris (Courtesy Press Office)

Intitolata Status e identità, la seconda delle tre sezioni della mostra guarda al ruolo centrale rivestito dalla borsa tra le celebrità. Attraverso una Kelly di Hermès e la Lady Dior, Bags: Inside Out vuole esplorare l’influente mondo delle celebrities. Alimentando il fenomeno delle It bag cominciato tra la fine degli anni 1990 e l’inizio degli anni 2000, le celebrità hanno aiutato a incrementare le vendite delle borse di lusso fino a farle raggiungere lo stato di icone. Tra gli esempi una borsa Monogram Miroir Speedy di Marc Jacobs, resa popolare da Paris Hilton e Kim Kardashian.

Altro spazio all’utilizzo di borse come tele bianche per diffondere slogan, dichiarazioni e messaggi politici, assieme al loro ruolo di piattaforma per condividere idee e convinzioni, sarà rappresentato attraverso esempi come la borsa di tela I am Not a Plastic Bag, di Anya Hindmarch e la borsa My Body My Business dell’artista-attivista Michele Pred.

La sezione finale, Design and Making si interessa del processo dal bozzetto al campione, dalla cucitura alla vendita. Un tavolo di lavoro permette ai visitatori di scoprire da vicino il processo di realizzazione delle borse e i materiali utilizzati, con l’ausilio d’interviste con designers. Schizzi, campioni, prototipi da case di moda e dal marchio inglese Mulberry mostreranno le prime fasi del processo del design.

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  • Bags: Inside Put | Ufficio stampa