Benetton è United Colors of Ghali: il rapper usa la moda per l'integrazione

Il cantante milanese è il nuovo brand ambassador 2021 del marchio e firma una collezione all'insegna della multiculturalità: tute, cappellini e felpe con l'hijab e patch con scritte in arabo.

Pubblicato il 27 settembre 2021
Moda

Benetton presenta United Colors of Ghali, una capsule collection firmata dal rapper all’insegna dell’integrazione e della multiculturalità. Quarantacinque capi dedicati agli 0-12 anni e agli adulti, presentati il 21 settembre 2021, con un party a cui hanno partecipato anche due ospiti d’eccezione della scena musicale francese: il dj Vladimir Cauchemar e il rapper Laylow.

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La collezione del cantante di Ninna Nanna include tute con motivo logo all over, cappellini e felpe col cappuccio e con l’hijab come passepartout, varsity jacket con le tappe della sua carriera trasformate in patch e scritte in arabo. L’artista ha pubblicato sul suo profilo Instagram una foto dove veste uno dei completi da lui disegnati:

“Abbiamo portato la trap nelle case italiane, il pop nelle strade, Baggio nelle più alte case di moda. È per questo che nel gioco siamo liberi e ci muoviamo come ci pare.#unitedcolorsofghali è per tutte le età. Dai neonati ai fratelli maggiori fino ai genitori, trasversale come la musica che produciamo fratello mio”.

Italiano nato da genitori tunisini e cresciuto nella periferia milanese, il rapper ha fatto della contaminazione il suo stile, riuscendo a mixare i suoi valori e quelli che da sempre sostiene anche il brand con le sue campagne pubblicitarie. Massimo Renon, Amministratore Delegato di Benetton Group, ha commentato così il lavoro di Ghali:

“Il suo stile, le sue idee, il suo atteggiamento: è come se ci conoscessimo da sempre. Siamo entusiasti di collaborare con un grande artista, ma soprattutto con un uomo che condivide i nostri valori”.

Il rapper sta lavorando a un nuovo album che a quanto pare uscirà nel 2022 e che conterrà testi interamente in arabo, non ha mai fatto mistero della sua difficoltà a trovare una dimensione in cui sentirsi a suo agio, specie durante la scuola. Fino a capire che ciò che lo faceva sentire diverso era invece la sua unicità, come si legge sul sito di Fashionnetwork:

“Quando ero piccolo e venivo preso in giro, non avevo nessuno che mi dicesse che non ero sbagliato. Oggi quello che vorrei fare con la moda è ciò che ho fatto con i miei primi pezzi, che avevano il ritornello in arabo. Allora i ragazzi mi fermavano per dirmi che, grazie alla mia musica, i corridoi delle scuole erano cambiati e quelle sensazioni vorrei regalarle sempre”.

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