Bianca Balti: "Ho toccato il fondo ma mi sono data una possibilità"

La top model ha raccontato il suo percorso di rinascita da quando ha messo la parola fine a una relazione tossica: "Quando ho capito che il comune denominatore tra gli stronzi ero io, mi sono chiesta che cosa potessi fare io per non accettare quello che non mi andava bene”.

Pubblicato il 31 marzo 2022
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Bianca Balti ha aperto il suo cuore e ha raccontato il suo percorso di rinascita da quando ha messo la parola fine a una relazione tossica. La top model, 38 anni il primo giorno di primavera del 2022, solo un anno fa è riuscita a chiudere un rapporto che non la faceva stare bene, anzi, che le aveva fatto credere di non meritare l’amore di nessuno.

Alle pagine di Vanity Fair, Bianca Balti ha affidato il racconto della storia che l’ha vista nascere una seconda volta. Nella lunga intervista, la modella, parla di come ha capito che qualcosa non andava:

“È stato un percorso lungo, culminato in un momento in cui mi sono fermata e ho deciso. Nella vita mi è sempre sembrato di decidere poco, che le cose mi accadessero: mi innamoravo di un uomo e saltava fuori che era uno stronzo, poi di un altro ed era uno stronzo anche quello. Possibile che incontrassi solo stronzi? Era un caso? Quando ho capito che il comune denominatore tra gli stronzi ero io, mi sono chiesta che cosa potessi fare io per non accettare quello che non mi andava bene”.

E poi la sua ultima storia, quella che le ha fatto dire basta, “una relazione tossica”, avuta con un uomo che “era riuscito a convincermi che nessuno mi amasse. Nemmeno le mie figlie, nemmeno i miei genitori”. Poi lentamente è arrivata la presa di coscienza, e ha capito che quello di cui era vittima si chiama gaslighting, una forma di manipolazione psicologica violenta e subdola.

Bianca Balti ha spiegato come e dove ha trovato la forza di uscirne:

“Ho trovato la forza che ti viene dal non voler più vivere. Quando pensi di non meritarti l’amore non c’è più nessuna ragione per andare avanti nella vita. Quando tocchi il fondo ci sono due opzioni: una è farla finita – e io, per fortuna, non ho avuto le palle per farlo –, l’altra è risalire. Nel nulla che mi sentivo e avevo, nella paura che provavo per la prima volta nella vita, mi sono data una possibilità”.

E infine la modella che vive da anni negli Stati Uniti ha spiegato cosa è successo dal giorno dopo in cui ha messo fine alla storia malata: “Quando ho deciso di andarmene ho fatto due telefonate: una a un agente immobiliare e una al medico della fertilità. Per sistemare due aspetti della mia indipendenza, una abitativa e l’altra riproduttiva”.

Il desiderio di maternità di Balti in quella relazione era diventato un vero e proprio “ricatto biologico”, spiega, aggiungendo poi di come è arrivata a decidere di congelare i suoi ovuli:

“Dovevo “meritarmelo”, non ero “adatta”. Noi donne, tutte, viviamo il ricatto biologico legato al tempo della fertilità, che non è infinito. Chi è in una relazione tossica e non la interrompe perché desidera diventare genitore, è vittima di un ulteriore ricatto, quello per cui la maternità dipende dalla relazione. Scoprire che le due cose si possono sganciare semplicemente con la crioconservazione degli ovuli per me è stato illuminante. E liberatorio”.

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