
Ricette di dolci, quali liquori usare?
Liquori nel dessert, qualche consiglio per orientarsi sugli abbinamenti tra ingredienti utilizzati.

Liquori nel dessert, qualche consiglio per orientarsi sugli abbinamenti tra ingredienti utilizzati.

Gli spratti, detti anche papaline, sono un piccolo pesce azzurro, simile alla sardina e ricco di omega 3. Dal sapore delicato è ottimo per accompagnare la pasta in un sughetto impreziosito da pomodori e aromi. La pasta consigliata sono i paccheri ma se preferite potete usare mezze maniche o simili, l'importante è che siano trafilate al bronzo o rigate, così da essere pronte a trattenere ancora di più il sugo preparato.

L'orata al forno viene spesso farcita con aromi prima di essere cotta. La nostra ricetta arricchisce il ripieno classico con ingredienti particolari, come funghi scalogno e mandorle in grado di dare ancora più risalto al sapore del pesce, cotto in forno con timo, limone e vino bianco.

Vanillina, panna, pan di Spagna, Porto. Tutti gli ingredienti fanno di questo semifreddo un ottimo dessert per le cene nelle sere d'estate. La preparazione non troppo complicata è allungata dalla permanenza del dolce nel freezer ma, come si dice, il piacere inizia dall'attesa.

Gli antipasti, con il loro compito di aprire il pranzo o la cena senza appesantire, devono essere leggeri e sfiziosi. Appetitosi, quanto basta. Ecco perché il vero antipasto mediterraneo usa come ingrediente principale il pesce. Semplice, veloce e ricco di aromi e spezie il crostino di tonno fresco, soprattutto su pane casereccio leggermente piastrato, è il miglior modo per iniziare ad assaporare tutta la bontà delle portate successive.

Come tutte le città di mare anche Livorno conta tra le sue specialità culinarie una zuppa di pesce invidiabile. Pesce fresco misto ma sopratutto triglie di scoglio sono gli ingredienti principali di questa pietanza che si arricchisce con tanti aromi, dal prezzemolo allo zafferano, passando per il peperoncino rosso. Un piccolo dettaglio che dà il suo inconfondibile apporto di sapore piccante.

Ecco la ricetta di un primo piatto velocissimo e facile da preparare.

Aperitivo dolce con cocktail: idee simpatiche per una riunione invernale con gli amici.

Come preparare delle patatine fritte impeccabili? Ecco tutti i consigli per una ricetta perfetta dallo chef Alessandro Circiello.

Prosciutto, peperoncino e tante spezie in questa ricetta per arricchire il sugo che accompagna e condisce i tortiglioni. A completare profumo e sapore uno spruzzo di Cognac. Da mangiare rigorosamente a pasta al dente e sugo bollente.

Le mele sono un ingrediente unico per la realizzazione delle torte ma anche da sole possono essere un ottimo dessert. Quando tirerete fuori dal forno questa meraviglia vi renderete conto di quanto possa essere semplice trasformare le mele in un dolce unico e irresistibile.

Le famose coietas, gli involtini sardi con lardo e carne di manzo, sono chiamate così per la somiglianza degli involtini cotti con delle piccole quaglie (coietas in dialetto saldo). In questa variante cambiano un po' gli ingredienti della ricetta originale rendendo il piatto ugualmente gustoso ma un po' più leggero e profumato, grazie all'apporto di Marsala e salvia. Perfetto per un secondo piatto fantasioso, è ottimo accompagnato da un caldo puré di patate.

L'insalata russa, chiamata così perché piatto tradizionale della cucina russa, è stata adottata a pieno dalla gastronomia italiana. Ogni regione è solita aggiungere qualche dettaglio di guarnizione in più per renderla più originale e autoctona ma la ricetta classica prevede un particolare miscuglio di verdure e maionese. A questo potrete unire tante altri ingredienti, magari di colore rosso come peperoni, scampi e pomodori per darle un tocco in più sulla tavola del Natale.

Verdura e carne, sembra un binomio perfetto per un secondo piatto ma in realtà lo è anche per un primo delicato. Le bavette con la carne di vitello e asparagi di questa ricetta sono un ottimo esempio. Il finale, con la definizione della cottura in forno con l'aggiunta della fontina la rende una portata unica e completa, tutta da gustare.

Insieme alla cassata, i cannoli siciliani sono il dolce più noto al mondo proveniente dalla tradizione dell'isola. I famosi cannoli fritti pieni di ricotta e frutta candita, nati come dolce per il Carnevale, sono diventati una prelibatezza d'esportazione. In questa ricetta vedremo come farli in casa senza ricorrere a quelli confezionati che donano al prodotto finale un risultato meno croccante.

Ecco la ricetta di un secondo piatto velocissimo e davvero semplice da preparare.

Chi di noi non ha preparato un energico zabaione nella vita? Buonissimo da solo, nei dolci diventa quel gusto in più che rende ogni torta irresistibile. La ricetta della torta Claudia è semplicissima ma buonissima proprio perché mette insieme due ingredienti che bastano da soli: zabaione e pan di Spagna. Aggiungete panna al cioccolato e mandorle tritate e otterrete un fresco dolce da sfoggiare con gli amici. Minimo sforzo, massimo risultato.

Il Franciacorta è stato il primo vino italiano ad essere prodotto esclusivamente con il metodo della rifermentazione in bottiglia (metodo classico), ad avere ottenuto nel 1995 la Denominazione di Origine Controllata e Garantita. E gode di un privilegio di cui oggi in tutta l'Europa si fregiano solo 10 denominazioni e di queste dieci solo tre vengono realizzate con la rifermentazione in bottiglia: Cava, Champagne e Franciacorta. Infatti, oggi sulle etichette si legge solo la denominazione Franciacorta, unico termine che definisce il territorio, il metodo di produzione e il vino. Le cantine storiche della Franciacorta sono diventate oggi moderne cattedrali di tecnologia enologica e producono le diverse tipologie di Franciacorta (Millesimato, Rosé, Satèn, Riserva) ma anche Curtefranca doc Bianco e Rosso e Sebino Igt, i vini fermi della Franciacorta. La terra di origine è una regione che si trova in provincia di Brescia, delimitata dalla sponda del lago di Iseo, dai fiumi Oglio e Mella e dalle colline che si estendono intorno al comune di Rovato. Il nome ha un'origine medievale e deriva da Franche curtes, che significa corte franca, cioè terra esentata dall'obbligo di versare le imposte. Infatti la Franciacorta, o Franzacurta, come era denominata nel XIII secolo, era terra di abbazie e di priorati e godeva quindi di particolari privilegi. La viticoltura era già praticata nel Medioevo, ma divenne sistematica a partire dall'Ottocento, ne è testimone lo storico Gabriele Rosa. Ancora oggi la produzione di questa regione vinicola è in continuo miglioramento qualitativo. Lo spumante Franciacorta venne riconosciuto doc nel 1967 e docg nel 1995. Il Franciacorta spumante può presentare caratteristiche organolettiche sensibilmente diverse poiché il disciplinare lascia ampia discrezionalità sulle uve da utilizzare. In linea di massima però lo spumante ha colore brillante, paglierino chiaro con bagliori lucenti e possibili riflessi verdini; perlage finissimo, persistente, con spuma ricca. L’odore è fruttato: comprende sentori di frutti di bosco, talvolta di mela acerba. Il sapore è secco, con sensazioni di frutta e, in alcune produzioni, si coglie una gradevole nota amarognola. Abbinamenti e temperatura di servizio Va servito alla temperatura di 6-8°C. Al fine dell'abbinamento vanno distinte le tre varietà bianco, rosè, cremant. La varietà bianco, millesimato o no, si abbina agli aperitivi, ai piatti di apertura a base di pesce, ai primi piatti delicati, ai secondi piatti soprattutto a base di verdure o pesce. Il Franciacorta rosè è in genere più corposo del bianco ed è adatto ad accompagnare pesci saporiti, verdure molto sapide e carni bianche leggere. I satin accompagnano insalate di pesce, carpaccio di pesce e frutti di mare crudi o variamente cucinati. Quest’anno il Consorzio per la tutela del Franciacorta ha scelto Rastal quale fornitore del suo esclusivo calice Franciacorta. Al progetto hanno preso parte i migliori esperti del settore, con l’obiettivo di realizzare un oggetto di design ricercato e di grande eleganza che sappia esaltare in ogni suo aspetto l’eccellenza del Franciacorta. Il calice è stato realizzato in vetro cristallino “super strong”, più robusto del 40% rispetto al normale e con una resistenza all’utilizzo e ai lavaggi di gran lunga superiore rispetto ai calici tradizionali. Al contrario, il gambo del calice si presenta molto sottile per ottenere un perfetto equilibrio delle forme. Il calice Franciacorta è privo di piombo per assicurare una trasparenza perfetta, consentendo un’eccellente analisi visiva del Franciacorta. L’ampia apertura della coppa a forma di tulipano arrotondato esalta gli aromi e la facilità di mescita e di assaggio. Sul piattello è inoltre inciso il marchio identificativo del Consorzio, una effe merlata simbolo delle antiche torri medievali del territorio. Ne risulta, quindi, un calice molto armonico, perfetto per la degustazione del Franciacorta. photo credit: dags1974 via photopin cc http://www.ricettepercucinare.com

Le mostarde, da non confondere con la semplice senape, sono specialità della cucina italiana, tipiche del Nord Italia, servite tradizionalmente con il bollito misto o i formaggi; si sposano, infatti, molto bene con i piatti salati. Le ricette per preparare le mostarde sono diverse, da zona a zona, ma le accomuna l'utilizzo di frutta, zucchero e essenza di senape. Importata dalla Francia, questa specialità è stata quasi sicuramente creata per trovare un modo speziato di conservare un prodotto facilmente deperibile come la frutta.

Questo secondo è un piatto con verdure dal sapore delicato e sicuramente salutare, grazie all'apporto di vitamine e fibre. La salsa che accompagna gli ingredienti principali porta in tavola un vero tocco di classe e dona alle verdure l'aroma irresistibile del Grand Marnier. Da provare da soli, da condividere in compagnia.

Carne e frutta. Può sembrare un abbinamento bizzarro invece basta scegliere gli accostamenti giusti per creare degli antipasti strepitosi. Fantasiosi, saporiti e colorati possono essere il modo ideale per aprire le danze conviviali, in particolare durante le feste natalizie. Ogni spiedino è un insieme di piccoli bocconi appetitosi e stuzzicanti, che preludono magari a un buon piatto di spaghetti, sempre il benvenuto sulle nostre tavole. Per non farci mancare niente abbiamo messo insieme quattro ricette diverse per potervi permettere di scegliere quella che fa al caso vostro (usando magari la carne che avete già acquistato per le portate) o per poterle provare tutte insieme così da avere un antipasto vario e assortito.

Il minestrone d'inverno è il piatto più buono che si possa preparare per fare il pieno di gusto, energia e calore. Anche se ne esistono diversi in commercio, prepararlo da sé non è difficile e permette di decidere quali ingredienti usare e come personalizzare la ricetta. Il minestrone con broccoli e cotenna di maiale unisce verdure e carne in un incontro di sapori davvero strepitoso, per una calda cena d'inverno accompagnata da un bel bicchiere di vino rosso.

Ecco come preparare passo per passo un secondo piatto di pesce velocissimo e semplicissimo.

Le uova sono da sempre un'alternativa gustosa (ed economica) alla bistecca. Si sa però che anche le uova hanno bisogno di essere accompagnate con altri ingredienti, di essere sperimentate in altre ricette, altrimenti si rischia di fermarsi alla solita frittata. Le uova alla boscaiola, con funghi, parmigiano reggiano, panna e patate sono una pietanza veloce e completa. Un secondo piatto capace da solo di risolvere una cena.

La Bourride è un piatto tipico della cucina provenzale, una gradevole pietanza di pesce che riscopre antichi sapori. In questa variante la ricetta è doppia: oltre alla preparazione del pesce misto trovate anche ingredienti e modalità di preparazione della salsa aioli (con l'accento sulla i). Questa salsa, simile alla maionese, è anch'essa di origine francese ed è tradizionalmente usata, insieme al pane abbrustolito, per esaltare tutto il sapore del pesce.

Questa ricetta, squisita e facile da realizzare, fu intitolata da Parmentier, noto per la sua 'Cena delle Patate' e per la coltivazione intensiva di questo tubero, al Re Sole. Nato alla corte di Versailles, questo piatto è davvero gustoso. Ideale per dare un nuovo volto alle patate, lavorate e condite con ingredienti che donano un sapore decisamente particolare.

Il Chianti Classico è un vino a Denominazione di Origine Controllata e Garantita: una Certificazione concessa solo ai vini che, oltre che provenire dai vigneti iscritti all’albo, superano positivamente un esame chimico-fisico e un esame organolettico. Bisogna sapere che, per avere diritto a una denominazione, non è sufficiente la provenienza da un determinato territorio, ma è importante soprattutto che siano rispettate tutte le regole previste dal disciplinare di produzione, che stabiliscono le condizioni e i requisiti necessari perché un vino possa fregiare della D.O.C.G. Chianti Classico. Oltre alla zona di produzione, altro requisito fondamentale riguarda i tipi d'uva che possono concorrere alla realizzazione di un vino, che prevede una percentuale minima dell’80% di Sangiovese, il vitigno a bacca rossa tipico della zona. Insieme al Sangiovese possono essere presenti, in una percentuale massima del 20%, altri vitigni a bacca rossa tra quelli autoctoni, come il Canaiolo e il Colorino, e quelli “internazionali”, come il Cabernet Sauvignon e il Merlot, raccomandati e/o autorizzati nella zona di produzione. Tra le principali caratteristiche organolettiche indicate dal disciplinare, nel Chianti classico troviamo il colore rubino che può divenire talvolta, secondo l’origine, intenso e profondo; l’odore con note floreali di mammole e giaggiolo unite a un tipico carattere di frutti rossi; e il sapore armonico, asciutto, sapido, con una buona tannicità che si affina col tempo al morbido vellutato. Anche per quanto riguarda l’etichetta, il disciplinare detta alcune regole. In primo luogo, l’etichetta deve riportare l’indicazione “Chianti Classico” con la specifica di “Denominazione di Origine Controllata e Garantita” ed evidenziare l’annata di produzione delle uve. Il nome del vino può identificarsi con quello dell’azienda o di un marchio, oppure può essere un nome di fantasia o l’indicazione del vigneto di provenienza. In ogni caso, non possono essere utilizzati i termini extra, fine, scelto, selezionato, superiore, vecchio e simili. Una volta acquistato, il Chianti Classico è un vino che deve essere conservato con grande attenzione. L’ambiente ideale è una cantina non umida e con una temperatura costante, ma il vino può rimanere in un qualsiasi locale purché al riparo dalla luce, dai rumori e dalle fonti di calore. È inoltre importante conservare la bottiglia coricata, in modo che il tappo, inumidito dal liquido, mantenga l’elasticità del sughero necessaria a impedire ossidazioni causate da infiltrazioni d’aria. Dalla longevità di un vino dipende anche la durata della conservazione in cantina: maggiore è la sua struttura e più lungo potrà essere il periodo di attesa prima di degustarlo nella sua forma migliore. Il Chianti Classico si accompagna egregiamente ai sapori della cucina toscana, ma può essere abbinato a una grande varietà di piatti. In particolare, le carni rosse cotte alla griglia si sposano perfettamente con vini di medio corpo, dalla tannicità contenuta, mentre le carni più elaborate richiedono vini più strutturati. Le grandi Riserve sono ideali per accompagnare piatti di selvaggina o formaggi stagionati. Conservato in bottiglia da mesi se non da anni, il vino necessita di essere ossigenato prima di degustarlo, soprattutto se si tratta di una Riserva. Per questo, la bottiglia deve essere aperta qualche ora prima di servirla e, se questo non fosse possibile, si può ricorrere alla pratica della decantazione: versando lentamente il vino in una caraffa si ossigena in tempi rapidi. La temperatura ideale di servizio è di 16-18 gradi: se più elevata, si rischia di soffocare nell’alcolicità ogni bouquet, se troppo inferiore, si squilibra l’acidità. Non meno importante è la scelta del bicchiere giusto: per valorizzare al massimo un vino Chianti Classico ed esaltarne il bouquet, è necessario un calice a tulipano, con la bocca leggermente a restringersi, dal volume più contenuto per i vini giovani e più ampio per le Riserve. photo credit: *Fede* via photopin cc

Ecco la ricetta di un contorno veloce e semplice da preparare ma sicuramente di grande gusto.

La posciandra, meglio nota come la cassoeula, è un piatto tipico della cucina invernale, molto diffuso in diverse zone della Lombardia. Il suo mix di colori e ingredienti vegetali e animali soddisfa il palato e dona anche un buon apporto nutrizionale, in giusto equilibrio fra le proteine della carne e le proprietà depurative delle verdure, quasi assolutamente carenti di grassi.

Le patate al forno sono un vero e proprio must. Sempre veloci e semplici da preparare, sono un'ottima base per delle varianti originali e divertenti. Riempire le patate, ad esempio, è un modo per farle diventare un antipasto o un secondo piatto nuovo e sorprendente. L'accostamento con i formaggi e la besciamella è ideale per servire una portata gustosa e calda, da inserire a pieno titolo nel menù delle cene d'inverno.