Coronavirus: tre preparati da realizzare in casa per disinfettare le superfici

Oltre a lavare frequentemente le mani, è importante decontaminare anche le superfici domestiche

Pubblicato il 17 marzo 2020

Con l’emergenza Coronavirus in corso tutti i cittadini sono invitati caldamente a rimanere in casa (se non per motivi inderogabili) e a lavare con frequenza le mani per evitare il contagio.

Si è anche specificato che vanno disinfettate in modo accurato le superfici in ambienti domestici o di lavoro anche se, stando alle dichiarazioni del Presidente del Consiglio superiore di sanità Franco Locatelli, l’eventuale contagio attraverso superfici è assolutamente marginale rispetto a quello interumano.

Le ultime ricerche scientifiche effettuate in laboratorio e coordinate dai National Institutes of Health americani stanno cercando di far chiarezza sulla questione. Secondo i risultati pubblicati su medRxiv, il virus resta attivo fino a 4 ore sul rame, fino a 24 ore sul cartone e addirittura per 72 ore su plastica e acciaio inox.

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Il sindaco #MattiaPalazzi da martedì avvierà su tutto il territorio cittadino le “#pulizie extradomestiche” ,ovvero legate alla pulizia ed igiene dei luoghi all’aperto, così come nella città di #Wuhan. Così come si pulisce all’interno delle proprie residenze, i prodotti utilizzati per la detersione esterna degli ambienti in che misura potrebbero danneggiare la #fauna locale? Quali sono i prodotti utilizzati e quali sono le loro controindicazioni? Ordine e pulizia, sono una scienza esatta, non hanno mai avuto effetti collaterali? Il #farmacista #MassimoPortaluri specifica che : “è una soluzione disinfettante che contiene acqua calda ed alcuni disinfettanti tra cui il principale di questi disinfettanti è l’#ipocloritodisodio”. L'ipoclorito di sodio è il sale di sodio dell'acido ipocloroso. La sua formula chimica è NaClO. Diluito variabilmente dall'1% al 25% circa in soluzione acquosa, di colore giallo-paglierino e dal caratteristico odore penetrante, è noto nell'uso comune come sbiancante e disinfettante, con i seguenti nomi: #candeggina, dal verbo candeggiare, che significa rendere candido, bianco, usata per detergere, disinfettare sanitari e pavimenti, smacchiare, sbiancare o decolorare tessuti e capi di abbigliamento non colorati. L’ipoclorito di sodio è il composto chimico più utilizzato per la disinfezione dell’acqua che sgorga dai nostri rubinetti (definita “ad uso umano”) e la sua azione ossidante lo rende efficace quale #sporicida, #funghicida e #virocida. L’ipoclorito di sodio deve però presentare delle caratteristiche chimiche e di purezza ben definite e dev’essere dosato rispettando alcuni parametri . Per quanto concerne le eventuali interazioni con le piante o alberi, l’ipoclorito di sodio non è altro che già comunemente è usato, anche se sotto forma di pastiglie di grandi dimensioni, per disinfettare abitualmente le piscine, sia private che pubbliche. Questo non è l’unico prodotto usato per sanificare, infatti, esistono anche soluzioni idroalcoliche. I prodotti utilizzati, se nelle giuste dosi, non sono dannosi né per l’uomo, né per gli animali.

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Per questo motivo risulta molto importante effettuare un’adeguata disinfezione anche in casa di superfici come maniglie, pulsanti, tavoli e ripiani. Non sono necessari prodotti specifici ma, così come spiegato dall’Oms, bastano delle semplici formulazioni liquide da preparare con prodotti casalinghi.

Come esempio vi mostriamo come realizzare facilmente tre preparati molto funzionali per disinfettare le superfici casalinghe:

  1. 0,4 litri di alcol denaturato al 90% (due bicchieri di plastica colmi) e acqua del rubinetto, fino a raggiungere un totale di mezzo litro;
  2. 0,1 litri (circa metà bicchiere di plastica) di acqua ossigenata per medicazione al 3% e acqua del rubinetto, fino ad arrivare a mezzo litro;
  3. 10 ml di candeggina da bucato al 5% (circa un cucchiaio da minestra) e acqua di rubinetto, fino ad arrivare a mezzo litro.
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