J-One, il rapper porta la sua "Femmena" a Battiti Live 2021

Chi è l'artista casertano che si esibisce nel programma musicale di Italia 1 la sera del 29 luglio. Dal tentativo di partecipare ad X-Factor 2020 al suo ultimo singolo.

Pubblicato il 29 luglio 2021
Spettacolo

Nel suo nuovo singolo Femmena, la malavita per J-One è “na donna che ti ruba l’anima”. Ed è proprio con questa canzone che l’artista si esibisce sul palco di Battiti Live 2021, la kermesse musicale estiva condotta da Elisabetta Gregoraci e Alan Palmieri, nella quarta puntata in onda su Italia 1 – eccezionalmente – giovedì 29 luglio, a causa di alcuni cambiamenti nella programmazione Mediaset.

J-One, all’anagrafe Gianluca Cecoria, ha 22 anni e viene da Villa Literno in provincia di Caserta. L’artista, da sempre appassionato del genere rap, ha esordito a X-Factor 2020 con il brano Bang, in cui racconta la morte del padre del suo migliore amico, avvenuta durante una sparatoria. Il video della sua esibizione ha ottenuto più di centomila visualizzazioni nelle prime 24 ore e oltre cinquecentomila ad oggi. Eliminato a un passo dal primo live del talnet di Sky, J-One ha continuato a promuovere le sue canzoni su Youtube. Nel 2018 ha pubblicato Teppist e Criature, brano che gira sulla reprise autorizzata di Children di Robert Miles.

Artisticamente, il cantante predilige il rap, spaziando tra quello melodico e quello più aggressivo, più underground, raccontando sempre la vita, quella vista o vissuta per davvero. Nei suoi testi, in dialetto napoletano per la maggior parte, tanta rabbia e nessuna finzione, le parole escono fuori, a tratti crude, senza filtri. L’11 febbraio 2021 è stato rilasciato Nuvole, prodotto dall’emergente duo ICON808, dove J-One racconta di una società che non si ferma davanti a nulla, neanche di fronte al dolore.

Il 28 maggio, invece, è uscito appunto Femmena, prodotto da SLE:VIN. In questa canzone la malavita, che “ruba le anime” dei più deboli, come vero male della società, nell’immaginario di J-One è una femmena che ti affascina per poi (spesso) ucciderti.

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