Il caso di Lisa LaFlamme, la giornalista licenziata perché non si tinge più i capelli

La 58enne era stata assunta nel 2010 ed è nota per essere la conduttrice CTV News, il telegiornale del più grande network televisivo privato del Paese: da due hanno ha deciso di non essere più "schiava" della tinta.

Pubblicato il 21 agosto 2022
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LisaLaFlamme è una giornalista canadese nota per la sua esperienza in veste di conduttrice di CTV News, il telegiornale del più grande network televisivo privato del Paese, ruolo che le ha inevitabilmente regalato grande popolarità.

La donna è stata assunta nel 2010, ma ha ricevuto da pochi giorni la lettera di licenziamento nonostante manchino ancora due anni alla scadenza del contratto. Ma è soprattutto la motivazione ad averla amareggiata: tutto sarebbe avvenuto a causa dei suoi capelli grigi, che lei stessa ha deciso recentemente di non tingere più.

É stata la stessa 58enne a comunicare attraverso il suo profilo Twitter quello che le è stato comunicato, approfittando dell’occasione anche per salutare i colleghi, cosa che le è stato impedito di fare: “Sono scioccata e rattristata. A 58 anni pensavo ancora che avrei avuto molto tempo per raccontare storie che hanno un impatto sulla nostra vita quotidiana“.

A influire sulla decisione sarebbe stato, secondo alcuni giornali canadesi, l’arrivo del nuovo direttore del Tg, Michael Melling, con cui Lisa LaFlamme non ha mai del tutto legato.

Sin da subito sarebbero sorte discussioni piuttosto accese tra i due, soprattutto a causa di alcune critiche avanzate dalla giornalista, forte del suo passato da inviata. A quel punto lui avrebbe risposto con una serie di commenti negativi sui capelli grigi dell’anchorwoman. Dal 2020, infatti, ovvero da quando i parrucchieri erano stati chiusi a causa del lockdown, lei ha smesso di tingerli.

“Alla fine ho detto: ‘Perché preoccuparsi dell’età? Sto diventando grigia’. Onestamente, se avessi saputo che poteva essere così liberatorio, l’avrei fatto molto prima” – sono state le sue parole.

Diversi gli attestati di solidarietà arrivati a LaFlamme da parte di colleghi e telespettatori, alcuni dei quali hanno contestato aspramente l’emittente per il suo licenziamento. La rete ha comunque provato a difendere la sua scelta parlando di “decisione aziendale“, a cui ha fatto seguito una proposta di collaborazione avanzata alla giornalista.

Bell Media, la società madre di CTV, ha comunque nel frattempo aperto un’indagine interna per accertare l’eventuale discriminazione.

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