Rivelazione choc su Marilyn Monroe: abortì due settimane prima della morte

Secondo la sua ultima biografia, l'intervento fu effettuato a fine Luglio sotto falso nome

Pubblicato il 28 aprile 2020

C’è sempre stato un alone di mistero intorno alla morte di Marilyn Monroe, scomparsa prematuramente all’età di trentasei anni per un’overdose di barbiturici.

Lo scrittore Fred Laurence Guiles nel suo libro Norma Jean – The life of Marilyn Monroe ha cercato di ricostruire le ultime settimane di vita dell’attrice con l’obiettivo di scioglierne alcuni nodi.

Marilyn fu trovata morta il 5 Agosto 1962 nella sua camera da letto a Los Angeles. Secondo alcune anticipazioni del Daily Mail, lo scrittore ha affermato che l’artista aveva abortito un figlio di John o di Bob Kennedy intorno al 20 Luglio dello stesso anno, quindi appena due settimane prima del suo decesso.

In verità una tesi simile era stata già sostenuta nel 1990 dal giornalista Selwyn Ford in The casting couch secondo il quale l’interruzione di gravidanza era avvenuta nel mese di Giugno.

Per Guiles, invece, l’intervento fu effettuato a fine Luglio sotto falso nome presso il Cedars Lebanon Hospital di Los Angeles. Nel suo libro, lo scrittore asserisce che in quel periodo la diva sperava che Bob Kennedy lasciasse la moglie Ethel per lei: “Il 30 Luglio Marilyn chiama Bob. Non sappiamo cosa gli dice, ma sappiamo che è piombata in una profonda depressione e che vede lo psichiatra Ralph Greenson quotidianamente […] Sentiva che la possibilità di una relazione seria con Bobby sarebbe stata respinta“.

Secondo tale tesi, Marilyn subito prima del presunto suicidio stava quindi attraversando una fase di forte sofferenza psicologica dovuta sia all’aborto subito qualche settimana prima che alla crisi con il politico americano.

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