Singapore: un uomo con disabilità mentale giustiziato per traffico di droga

Un caso che aveva attirato le critiche dell'Unione Europea e della Nazioni Unite, oltre che le proteste dei cittadini. Il governo semi-autoritario ha autorizzato l'impicaggione del prigioniero Nagaenthran Dharmalingam la mattina del 27 aprile.

Pubblicato il 27 aprile 2022
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Nagaenthran Dharmalingam è stato impiccato la mattina del 27 aprile 2021 nella prigione di Changi. Un caso che aveva attirato anche le critiche dell’Unione Europea e delle Nazioni Unite, le quali avevano richiesto di fermare l’esecuzione. Un tribunale di Singapore ha però respinto l’appello finale della madre del 34enne malese, disabile mentale, condannandolo così a morire.

Kirsten Han, attivista e coordinatrice della ONG Transformative Justice Collective, ha confermato la notizia a EFE. Fuori dal carcere ha aspettato che il fratello del prigioniero, Navin, ne riconoscesse il cadavere per poi diffondere la news.

Come riportato da Bbc, su Dharmalingam pesava la pena di morte da più di un decennio, per aver tentato, nel 2009, di portare circa tre cucchiai di eroina nella città-Stato del sudest asiatico. Durante il processo l’uomo aveva ammesso di aver agito poiché bisognoso di soldi e il caso era diventato oggetto di controversie, dopo che un medico, nel 2015, aveva valutato il QI del prigioniero al livello 69, un numero che indica una disabilità intellettivaIl governo, tuttavia, non ne ha voluto sapere dichiarando Nagaenthran capace di comprendere chiaramente la natura dei suoi atti.

Numerose le insolite proteste sull’isola semi-autoritaria di Singapore. Almeno 300 persone si erano radunate il 25 aprile all’Hong Lim Park – unico luogo in cui il governo consente di manifestare – per chiedere una sospensione dell’esecuzione. Non solo per Dharmalingam ma anche per Datchinamurthy Kataiah. Anche lui condannato a morte per traffico di droga, la sua esecuzione dovrebbe essere prevista per venerdì 29 aprile.

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