Sting dedica una canzone all'Italia colpita dal Coronavirus

Il cantante ex leader dei Police possiede una tenuta in Toscana, poco distante da Firenze, dove produce olio e vino.

Pubblicato il 1 aprile 2020

Sono stati tanti gli artisti che hanno voluto mostrare il proprio amore per l’Italia in questo momento difficile: il Paese è il più colpito al mondo dal Coronavirus (Cina a parte) e tanti vip del mondo della musica come Patti Smith, Brian May e Bono hanno dedicato nei giorni scorsi una canzone per sostenere gli italiani. Ma è un messaggio speciale quello che Sting ha voluto far arrivare ai nostri connazionali.

In un perfetto italiano, tramite i canali social del produttore cinematografico e televisivo Pascal Vicedomini, il cantante ex leader dei Police ha definito l’Italia “il suo Paese preferito“, prima di intonare il suo brano The Empty Chair.

Ecco quanto ha affermato il musicista nel video: “Salve a tutti, miei amici italiani. Sono in Inghilterra, per ora libero dal virus ma come voi sto a casa per tenere la mia famiglia e i miei amici al sicuro. So quanto l’Italia ha sofferto e continua a soffrire. Guardo le notizie ogni giorno e capisco che quanto è successo in Italia adesso sta accadendo in tutto il mondo. Mi mancate tutti. Mi manca il mio paese preferito. Mi manca la mia bella casa in Toscana.”

Non tutti infatti sanno che Sting possiede una tenuta in cui produce vino e olio. Un rapporto speciale, quello che lo lega all’Italia, come ha tenuto a precisare in un’intervista di qualche anno fa: “Il fatto di sentirmi un po’ italiano è una delle cose belle della mia vita. L’Italia ha un posto speciale nel mio cuore.” Insieme alla moglie Trudie Styler l’artista aveva deciso di affittare la villa in Toscana, una dimora del sedicesimo secolo chiamata Il Palagio, per eventi privati come matrimoni o serate.

Nel filmato diffuso sul web Sting ha poi voluto dedicare un pensiero, tramite il brano intonato, a tutti coloro che sono stati separati dai loro cari a causa della pandemia: “Questa canzone parla delle persone care che ci mancano, di chi non può tornare a casa e così lasci al tuo tavolo una sedia vuota per ricordarli“.

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