È morto Walter De Benedetto, simbolo della lotta per la cannabis terapeutica

Nel 2021 era stato assolto da un processo che lo vedeva imputato per aver coltivato marijuana in casa. Per il GUP di Arezzo il fatto non sussisteva, poiché la produceva e utilizzava a per lenire i dolori della sua malattia, l'artrite reumatoide.

Pubblicato il 9 maggio 2022
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Nella notte fra l’8 e il 9 maggio 2022 è morto a 49 anni Walter de Benedetto, l’uomo simbolo della lotta per la liberalizzazione della cannabis terapeutica. A dare l’annuncio gli attivisti dell’organizzazione no profit Meglio Legale con un post sui social network. De Benedetto era malato da anni di una grave forma di artrite reumatoide e nell’aprile del 2021 era stato assolto da un processo che lo vedeva imputato per aver coltivato marijuana in casa. Ma per il GUP di Arezzo il fatto non sussisteva, poiché la produceva e utilizzava a scopo terapeutico per la sua malattia.

Nel 2019 era, infatti, finito sotto accusa, dopo un blitz al suo domicilio da parte dei carabinieri, per una serra dove De Benedetto coltivava cannabis. La dose consentita per legge non era sufficiente a lenire i dolori lancinanti che la malattia gli provocava. Sulla pagina dell’organizzazione si legge:

“Lui era il vero leader gentile della battaglia per la legalizzazione della cannabis e noi continueremo la sua e la nostra lotta con maggiore forza e determinazione, come lui ci ha insegnato. Con la sua assoluzione nel processo che lo vedeva imputato ha creato un precedente utile per migliaia di pazienti che, ancora oggi, non riescono ad accedere alla cannabis terapeutica. Perché, come ci ripeteva sempre Walter, il dolore non aspetta!”.

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Marco Cappato, tesoriere dell’Associazione Coscioni di promozione sociale, ha dichiarato:

Walter De Benedetto è morto. La prima volta mi parlava del suo fine vita. Si è poi battuto contro la violenza di uno Stato che l’ha processato per la cannabis. Ha vinto la battaglia ma non abbiamo fatto in tempo a vincere con lui per la legge. Andiamo avanti. Grazie Walter

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