Il tradimento può essere ormai considerato un vero e proprio fenomeno sociale, poiché i dati che si registrano sui fedifraghi sono in continua crescita.

Ed è anche per via di questo dato oggettivo che gli ultimi dibattiti sul tema non si incentrano più sulla questione della correttezza o meno del gesto nei confronti del partner, bensì si “applicano” alla vita reale nel tentativo di capire se tradire possa far bene alla coppia.

Certo la risposta non è semplice, ma con l’aiuto di un asso di Dottori specialisti in psicoanalisi, è più facile capire le dinamiche del tradimento e gli effetti che questo può, effettivamente, ripercuotere in un rapporto di coppia.

Il Dott. Alessio Testani, membro della “Società Psicoanalitica Italiana” e specializzato in migrazione, cultura e psicopatologia (all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma) sostiene che fattori che favoriscono il tradimento varino dal calo di desiderio sessuale e interesse generale verso il partner, alla routine del rapporto, fino allo stress lavorativo.

Ma se tutti siamo sottoposti a stress e difficoltà, non significa che tutti tradiamo. Diverse, infatti, sono le dinamiche psicologiche che fanno commettere l’atto: oltre ai cosiddetti soggetti “borderline” (per i quali il tradimento è patologico), ci sono poi coloro che tradiscono per narcisismo patologico (emotivamente dominati da una forte insicurezza narcisistica patologica che spinge alla ricerca di continue conferme), fino all’incapacità di fronteggiare stress, risolvere i problemi e, talvolta, essere condizionati dalla propria cultura di appartenenza; ad esempio, pare che in Italia il tradimento del sesso forte sia ancora percepito in parte come mezzo obbligo maschilista, a differenza dell’Inghilterra, dove tradire dà “solo” il brivido del rischio.

Il Dott. Testani sostiene che il tradimento, come tutti i processi di cambiamento catastrofico e successiva riorganizzazione, possano cambiare e migliorare la struttura precedente attraverso un percorso di dolore e frustrazione. Ma Testani precisa anche che, in amore, tale sovversione solitamente conduce solo alla fine del rapporto, con annessi rancori e scontri. Per questo motivo, il tradimento spiegato da Testani non aggiunge nulla alla coppia (“Non credo che il tradimento aggiunga un po’ di sale nella coppia. Questa è una spiegazione semplicistica e popolare.”) ma che esso sia ugualmente importante poiché rappresentativo di una serie di problemi di coppia ben più profondi, che talvolta riguardano addirittura il singolo.

Secondo Testani il miglioramento della coppia non avviene tramite l’accettazione di un tradimento, bensì dalla capacità dei partner di vivere insieme le emozioni, belle e brutte, senza rimuovere o negare nulla, nella volontà di creare un rapporto che funziona.

Di parere conforme appare il Dott. Marco Romani, psicologo e psicoterapeuta di formazione gestaltica. Dalla sua esperienza ventennale in Counseling e terapie di coppia, ha notato come il perdono di un fedifrago sia “tipico di dinamiche genitore-bambino. Il traditore-bambino-cattivo non farà altro che recitare la parte del pentito fino alla prossima occasione propizia”. Romani punta sullo sviluppo dell’autonomia del singolo in una coppia, non dipendendo dall’altro ma da sé stessi poiché, il primo passo, è imparare a non tradire sé stessi…