La dieta dimagrante Planck promette di dimagrire ben 9 chili in sole due settimane, infatti si basa su un regime alimentare ipocalorico dal quale sono esclusi i carboidrati. Lo schema quotidiano è molto semplice e prevede i 3 pasti principali, colazione, pranzo e cena senza spuntini.

Se la dieta dimagrante Planck può essere utile per chi deve perdere parecchi chili in poco tempo, d’altro canto va evidenziato che, come altre diete iperproteiche e nelle quali mancano i carboidrati, non è molto equilibrata e per questo apporta una quantità limitata di fibre e vitamine con possibili effetti negativi sull’organismo. Vediamo come farla.

Per colazione si può bere tè o caffè senza zucchero (solo con dolcificante) e per 5 mattine su sette una fetta di pane o 3 fette biscottate. A pranzo si mangia un piatto unico a scelta tra carne, pesce, uova e verdure. Alcuni esempi di pranzo: 2 uova sode con spinaci, 1 bistecca con insalata, formaggio e carote, pesce al vapore con pomodori, pollo alla griglia.

Per cena si ripete lo schema del pranzo variando però gli alimenti rispetto a quelli consumati a mezzogiorno. Via libera quindi a prosciutto cotto e insalata, oppure carne alla griglia con sedano e pomodori, pesce al cartoccio con finocchi, uova sode.

Una sera a settimana la cena è libera. Per quanto riguarda i condimenti si può utilizzare un cucchiaino al giorno di olio extra vergine di oliva, mentre la frutta va consumata una volta a settimana e mai abbinata o al pranzo o alla cena. Dall’ottavo giorno si ricomincia da capo e la dieta va seguita per sole 2 settimane. Non sono assolutamente permessi gli alcolici.

Secondo i fautori di questa dieta, in sole due settimane si dovrebbero perdere 9 chilogrammi e non solo, si avrebbe un cambiamento del metabolismo che eviterebbe per i successivi tre anni di riprendere il peso perso. Da parte di molti specialisti della nutrizione però la dieta Planck viene considerata troppo restrittiva e sbilanciata e non in grado di mantenere le promesse.

Il metabolismo infatti si può cambiare ma solo con il tempo abituando l’organismo a mangiare tutti gli alimenti e a consumarli più velocemente. Rimangono quindi alcuni dubbi ma come sempre, provare è l’unico metodo per avere una risposta. In fin dei conti si tratta solo di due settimane.