È uno dei proverbi più antichi del mondo, ma vi siete mai chiesti perché in amore vince chi fugge?

Si tratta infatti di una frase che ci si sente spesso ripetere da mamme e nonne, convinte che in un questo semplice assunto sia nascosta la chiave per conquistare un uomo. Ma è soltanto saggezza popolare o c’è qualcosa di vero in questo principio?

In linea di massima, è proprio così e il proverbio corrisponde al vero: come molti avranno potuto sperimentare, almeno nelle primissime fasi di corteggiamento, avrà la meglio chi riesce a negarsi, a mostrarsi sfuggente e a non concedersi mai del tutto.

I motivi sono essenzialmente questi:

  • in genere un atteggiamento evasivo viene avvolto da un velo di mistero che rende la persona più affascinante. Se a fuggire è un uomo, poi, la donna si ritroverà con ogni probabilità in balia dei dubbi, a farsi mille domande, e a quel punto sarà già cotta;
  • fuggire significa anche darsi e subito dopo negarsi così da non soddisfare mai fino in fondo i desideri dell’altra persona. Il risultato? Il desiderio non soddisfatto è destinato a crescere nel tempo senza esaurirsi;
  • infine, non concedersi subito totalmente all’altro significa alimentare la sua curiosità e il suo interesse in modo così forte da tenerlo legato.

Ma attenzione:  questo meccanismo, in apparenza innocente, può rivelarsi per alcune persone molto pericoloso.

Se infatti ci si innamora sempre e solo di chi sfugge e di chi non ricambia gli stessi sentimenti, alla base potrebbe esserci un palese problema di autostima. Spesso infatti ci si ritrova a desiderare soltanto quello che non si riesce ad avere perché si ritiene di non meritare l’interesse e l’amore altrui. Questo atteggiamento porta quindi a dinamiche malate e tossiche che inducono chi resta ad accettare le briciole di un amore sbagliato.

Anche la continua tendenza alla fuga, poi, può nascondere problematiche più complesse, come l’incapacità di darsi pienamente all’altra persona, affrontando una relazione stabile.

In conclusione, “in amore vince chi fugge” può essere una straordinaria strategia di conquista solo se non diventa l’unico schema che sappiamo applicare alle relazioni.