Tra le varie pratiche per mantenere vivo un rapporto, il sexting è una tra le più praticate. Specialmente tra le coppie già formate e intime o che sono costrette a vivere periodi lontani l’uno dall’altra, questa pratica può diventare quasi essenziale. Tuttavia a farlo non sono solo gli adulti bensì anche gli adolescenti: negli ultimi anni un teenager su quattro, tra i 14 e 16 anni, ha scoperto il sexting, proprio nell’età in cui, in genere, si iniziano ad avere le prime esperienze con il sesso.

Il termine sexting deriva dalla fusione di due parole inglesi, sex (sesso), e texting (inviare messaggi), e consiste proprio nella capacità di stimolare la propria libido sessuale attraverso dei messaggi espliciti o allusivi scritti tramite il proprio cellulare o altri mezzi come il computer, passando per applicazioni di chat e social network. Una conversazione che può diventare ancora più piccante se vengono scambiate anche immagini sessualmente esplicite.

Perché la pratica del sexting stimoli il desiderio di entrambe le parti, questa deve essere fatta utilizzando le parole giuste, non troppo volgari, attingendo al vocabolario giusto per stuzzicare la libido sessuale del partner. Se la coppia è già consolidata da tempo ed è presente una fiducia reciproca, allora ci si può lasciare andare mettendo da parte l’imbarazzo, mentre se lo si fa tra giovani, specie alle prime armi, bisognerà sempre rimanere in agguato perché il pericolo si cela sempre dietro l’angolo.

Sexting: cosa fare per non finire nei guai

Specialmente i più giovani, ma anche gli adulti più inesperti, si lasciano prendere dalla foga e compiono degli sbagli a cui non sempre è possibile rimediare.

Primo su tutti bisognerà fare attenzione alle immagini che si inviano: se sono sessualmente esplicite, con nudo integrale, si possono correre dei grandi rischi nel momento in cui la persona con la quale si sta interloquendo in modo piccante decide di condividerla con i propri amici, con la possibilità che finisca anche sul web. In questo caso, si può dire addio alla propria privacy e alla propria reputazione – specialmente se l’immagine mostra il volto –, con delle conseguenze anche dal punto di vista emotivo. Specie se condivise online, infatti, le immagini sono pressoché impossibili da eliminare in maniera definitiva e tra i giovani possono nascere episodi di cyberbullismo.

Nel caso in cui le immagini non vengano condivise in rete, poi, possono essere comunque oggetto di ricatto. Questo comportamento, chiamato sextortion, deve essere denunciato alle autorità competenti, proprio come nei casi di cyberbullismo.

Se si vogliono proprio condividere delle immagini, è bene sapere che sono molto più eccitanti degli scatti in lingerie che lasciano più spazio all’immaginazione rispetto al nudo.

Ovviamente bisognerà anche fare particolare attenzione al destinatario del messaggio o della foto piccante: può capitare, infatti, che tra le mille chat aperte si scelga quella di un parente o di amici e, specie nel primo caso, la situazione potrebbe diventare un po’ imbarazzante.