Acquagym, i benefici della ginnastica in acqua che aiuta a dimagrire
Scopriamo cos'è l'acquagym, quali sono gli esercizi più in voga e quali sono i benefici per corpo e mente.
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Tenersi in forma può diventare davvero difficile ma come fare per non rinunciare a un po’ di sana attività fisica e, perché no, anche di divertimento? Semplice, con l’acquagym, la soluzione ideale per allenare tutto il corpo e bruciare calorie godendo della piacevole sensazione dell’acqua fresca sulla pelle.
Uno sport che unisce le attività tipiche della palestra a quelle acquatiche e che, proprio per le sue caratteristiche, può essere praticato da chiunque (o quasi), sia in piscina che al mare, in gruppo o individualmente, sempre seguendo le indicazioni di un istruttore specializzato.
Vediamo, quindi, più nel dettaglio di cosa si tratta, perché fa così bene al benessere del corpo e quali esercizi si eseguono in una lezione tipo di acquagym.
Come si intuisce dalla parola stessa, l’acquagym è una disciplina che trasferisce in acqua tutta una serie di esercizi di tipo aerobico simili a quelli che si svolgono in palestra. Il tutto a ritmo di musica.
Questo, oltre a rendere l’attività estremamente piacevole e divertente, fa sì che i movimenti fatti risultino meno pericolosi per le articolazioni rispetto a quelli eseguiti in palestra, ma senza che questi perdano di efficacia.
L’acquagym, infatti, richiede un grande lavoro muscolare. Uno sforzo costante che, però, viene addolcito dal continuo massaggio dell’acqua, fonte di benessere per eccellenza.
L’utilizzo dell’acqua come terapia, infatti, non si può di certo considerare come un’invenzione dei nostri giorni. Già dai tempi degli antichi Greci, dei Romani, degli Egizi e degli Assiri e Babilonesi, questo elemento veniva utilizzato per la salute e il rinvigorimento del corpo.
Tuttavia, proprio perché nasce dall’esperienza e dall’unione di discipline sportive diverse, l’acquagym è considerata un’attività “moderna”.
Anche se non è del tutto certo chi l’abbia inventata, il merito della sua diffusione e della sua identità è da attribuirsi all’attrice Eleonora Vallone. A seguito di un grave incidente che la coinvolse nel 1984, l’attrice trovò nell’acqua un elemento di sollievo sia fisico che psicologico. Proprio per questo, si inventò una serie di esercizi a uso personale (circa 3000) che brevettò, in Italia con il nome di GymNuoto e all’estero sotto la denominazione GymSwim.
In breve tempo, questi esercizi diventarono una vera e propria disciplina acquatica che la stessa attrice decise insegnare e di divulgare al grande pubblico.

Fu proprio lei, per esempio, a inventare uno dei primi attrezzi usati durante la pratica di questa attività: il triangolo, uno strumento galleggiante e dai lati equidistanti (cm. 40 circa), che si può adattare a chiunque indipendentemente dal peso, dal sesso o dall’età.
Oltre a favorire il galleggiamento della persona, evita di assumere posizioni errate, dona maggior sicurezza a chi pratica e si può utilizzare per tantissimi esercizi diversi.
Aspetto comune a tanti altri attrezzi impiegati durante la lezione e che, a seconda di come vengono posizionati, aiutano a fare lavorare una zona precisa del corpo. Ecco quali sono i più utilizzati.

Aiutano ad aumentare la resistenza dei movimenti in acqua facendo lavorare in modo molto più intenso le braccia, le spalle e il petto.
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Potenziando e aumentando la superficie delle mani, consentono di aumentare l’efficacia del lavoro svolto sulla parte superiore del corpo.
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L’utilizzo dei tubi permette di lavorare più approfonditamente su petto, spalle, braccia, gambe e addominali, potenziando ogni parte in modo mirato.
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Perfetti per allenare le gambe e i glutei ma anche per tonificare e rinforzare la muscolatura delle braccia.
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Aumentando il peso di gambe e braccia, aiutano a potenziare il lavoro svolto su queste parti del corpo, tonificandole e rinforzandole. Ottime anche per rassodare i glutei.
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Un’attività, quindi, che mixa tra loro tutta una serie di movimenti e strumenti che appartengono alla danza, alla boxe, al jogging, all’aerobica e perfino al judo, il tutto arricchito dall’acqua e dai suoi molteplici benefici (che in palestra non si possono avere).
I vantaggi legati alla pratica di questo sport, infatti, sono davvero tantissimi, tanto da essere consigliata anche alle persone in stato di gravidanza, che soffrono di obesità, agli anziani e a chi deve effettuare una riabilitazione post infortunio.
Uno dei suoi punti di forza e che rende l’acquagym un’attività adatta praticamente a tutti, è che si svolge in acqua bassa. Questo, oltre a rendere possibile l’esecuzione dei vari esercizi, tutela anche tutte quelle persone che, pur non sapendo nuotare, vogliono poter godere dei tanti benefici di questa disciplina.
Ma perché l’acquagym fa così bene? Perché è una pratica che abbraccia tutto il corpo. Dal potenziamento muscolare al miglioramento delle funzioni cardiorespiratorie fino anche al rilassamento e al benessere mentale. Una vera azione a 360°.
Nello specifico l’acquagym agisce per:
Gli esercizi fatti, grazie anche alla resistenza dell’acqua, aiutano a tonificare e rafforzare la muscolatura senza, però, sovraffaticarla. Questo porta a un ri-modellamento di tutto il corpo, gambe, braccia, pancia e perfino il seno, visibile già dopo poche lezioni.
Anche grazie al coinvolgimento dettato dalla musica, durante una lezione di acquagym ci si muove molto, facendo lavorare, oltre alla muscolatura, anche il fiato e il cuore.
Proprio per questo, praticare regolarmente questo tipo di attività aiuta a migliorare la capacità respiratoria e la resistenza mantenendo in salute sia i polmoni che il cuore (proprio come accade durante un allenamento di cardiofitness).
Muoversi in acqua può portare grandi benefici anche a livello della circolazione sia sanguigna che linfatica. In questo modo si migliorano sensibilmente tutti quei problemi legati alla cattiva circolazione, come la ritenzione idrica, il senso di pesantezza e gonfiore alle gambe e le vene varicose.
Questo, unito all’azione muscolare, porta a snellire sia le gambe che i polpacci, aumentandone il tono e la compattezza.
Un altro vantaggio legato allo sport in acqua riguarda la cellulite, una delle nemiche numero uno delle donne. L’acquagym, infatti, unisce i benefici dell’attività aerobica con quella di un massaggio drenante.
In questo modo, grazie allo spostamento della massa d’acqua, il corpo subisce un massaggio e una pressione continua (tipo quella esercitata dall’idromassaggio), contrastando e agendo sui cuscinetti, sulla classica buccia d’arancia causata dalla cellulite e perfino sui chili di troppo.

L’acqua, a contatto con il corpo, crea attrito. Questo fa si che, per riuscire a muoversi (oltretutto nel modo corretto), si debba fare uno sforzo fisico molto maggiore rispetto agli sport per così dire “all’asciutto”.
In questo modo, i muscoli lavorano di più, il corpo spende più energia e, di conseguenza, si consumano moltissime calorie. Ma quante calorie si bruciano davvero? Una lezione di circa un’ora, per esempio, consente di bruciare dalle 300 alle 500 kcal, ovviamente sempre tenendo conto della struttura fisica di ognuno.
Ecco perché l’acquagym è la disciplina perfetta per chi voglia perdere peso, divertendosi.
Nata come una sorta di ginnastica riabilitativa, l’acquagym è utile anche per riattivare e far lavorare nel modo corretto le articolazioni. Per questo praticare questa attività, risulta un validissimo aiuto contro l’artrosi, ovviamente seguendo un programma mirato e più soft di una lezione standard.
Il corpo in acqua pesa circa l’80% in meno del suo peso effettivo. In questo modo, pur muovendosi molto e lavorando con la muscolatura, la schiena non viene sottoposta a sforzi eccessivi.
Questo fa sì che, grazie all’acquagym, anche chi soffre di mal di schiena può tranquillamente praticare un’attività fisica, in totale sicurezza e godendo di tutti i suoi benefici.
Infine, l’acqua è un toccasana per l’animo. Rilassante e rigenerante, è in grado di creare una sensazione di leggerezza e di tranquillità, infondendo a tutto il corpo (e soprattutto alla mente) uno stato d’animo di benessere.
Praticare costantemente acquagym, quindi, può essere davvero un modo mantenersi in forma, sia fuori che dentro. L’importante è farlo in modo regolare, almeno due o tre volte la settimana e per circa trenta minuti a lezione, sempre seguendo dei corsi preparati da personale competente e attento alle esigenze di ognuno.

Ogni lezione, infatti, può essere personalizzata a seconda delle necessità di chi la pratica. Motivo per cui, come detto, questa disciplina può essere intrapresa anche dalle donne in stato di gravidanza.
L’assenza di gravità data dall’acqua, infatti, rende il corpo più leggero, rendendo più semplici, fluidi e fattibili quei movimenti che, a terra, possono essere difficoltosi o creare dolori.
L’importante è procedere sempre in modo graduale e in linea con il proprio stato di salute del momento, senza strafare e sempre sotto la supervisione dell’insegnante. Tendenzialmente, quindi, non ci sono controindicazioni e si può praticare a ogni mese della gravidanza, previo consenso del ginecologo. Questo, infatti, potrebbe sconsigliare l’attività fisica in tre casi particolari:
Essendo uno sport acquatico, poi, è possibile imbattersi in qualche rischio, dovuto all’ambiente e valido per chiunque:
Problemi risolvibili munendosi delle giuste precauzioni.
Ma come si svolge una lezione “tipo” di acquagym e quali sono gli esercizi più gettonati?
Come detto, una lezione può durare dai trenta minuti fino anche a un’ora e, solitamente, anche a seconda della fantasia dell’insegnante, si basa sull’esecuzione di alcuni esercizi a circuito.
A questo punto si può passare all’esecuzione di alcuni esercizi più specifici, per esempio:
Ogni esercizio, anche a discrezione dell’insegnante, può durare per un tempo più o meno lungo ma non meno di un minuto. Oltre al fatto che, grazie all’ausilio dei vari attrezzi, ogni movimento può essere personalizzato e modificato per aumentarne l’efficacia e la difficoltà.
Questo è possibile anche facendo delle modifiche alla classica lezione di acquagym, aggiungendo e utilizzando dei macchinari simili a quelli che si possono trovare in palestra come biciclette, step, ecc.
Tra le varianti più in voga si stanno facendo largo (e in alcune piscine sono già ampiamente praticate) delle discipline affini a quelle “esterne” come, per esempio:
Ovviamente, per praticare l’acquagym e tutte le sue varianti nel modo più corretto e comodo possibile, è indispensabile avere un abbigliamento che favorisca i movimenti senza creare intoppi.
Come si può facilmente intuire, quindi, i costumi migliori per questo tipo di attività sono indubbiamente quelli interi.
La loro forma avvolgente e “contenitiva” è l’ideale per eseguire qualunque tipo di movimento in totale libertà ma senza che si scopra nulla. Esistono poi anche dei costumi con i pantaloncini incorporati, più coprenti ma altrettanto comodi, fino all’irrinunciabile (per qualcuna) modello a due pezzi, con un reggiseno più ampio del normale bikini e una culotte abbinata.
E i modelli sono davvero tantissimi e alla moda, con due spalline o con una, più o meno sgambati o colorati.
Ecco qualche esempio:

Questo modello di Nabaiji, grazie alle spalline larghe e alle imbottiture, è ottimo per sostenere il seno, valorizzando le forme ma garantendo il massimo della comodità durante ogni tipo di movimento.
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Il modello Lena di Nabaiji è studiato appositamente per garantire comfort e sostegno. Grazie alla spalline incrociate in mesh elastico che lasciano libere le scapole e alla sgambatura media della parte inferiore, è l’ideale per le attività in acqua che richiedono un’ampia libertà di movimento.
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Il costume intero a pantaloncino di Nabaiji con décolleté a V, offre un’ottima vestibilità, comfort e sostegno, anche grazie al top integrato in mesh stretch. Perfetto per le attività di acquafitness.
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Top in maglia traspirante e spalline regolabili per vestire su misura garantendo la massima adattabilità a ogni tipo di fisionomia. Il costume a top di Nabaiji è l’ideale per eseguire movimenti veloci in assoluta comodità.
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Questo costume è stato pensato appositamente per favorire i movimenti e sostenere il peso della pancia fino al termine della gravidanza. Con dorso a “U”, è facilmente indossabile sia sui fianchi che sulle spalle. Per garantire alle future mamme di vivere lo sport in modo confortevole e con stile.
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Insomma, con la tenuta giusta, la motivazione e la voglia di restare in forma, praticare acquagym è davvero la soluzione ideale per garantire benessere a corpo e mente, in modo sempre nuovo e divertendosi. E, cosa che non guasta, raggirando il caldo con un bel tuffo in acqua.

Nel nostro intestino vivono migliaia di miliardi di microrganismi che formano un ecosistema complesso e dinamico. Non sono semplici ospiti: partecipano alla digestione, producono vitamine, modulano il sistema immunitario e dialogano costantemente con il cervello. Prendersene cura è una delle scelte più sottovalutate per il benessere quotidiano. Capire cos’è il microbiota intestinale è il primo passo per comprendere quanto profondamente influenzi aspetti che raramente colleghiamo all'intestino: i livelli di energia, la stabilità dell'umore, la forza delle difese immunitarie. Cosa fa davvero il microbiota Le funzioni di questo ecosistema sono molteplici e interconnesse: Digestione: scompone fibre e composti che il corpo da solo non riuscirebbe a utilizzare. Produzione di nutrienti: sintetizza alcune vitamine del gruppo B e la vitamina K. Difesa immunitaria: gran parte del sistema immunitario risiede proprio nell'intestino. Regolazione dell'umore: produce e influenza neurotrasmettitori che agiscono sul cervello. Un microbiota vario ed equilibrato è associato ad una migliore salute generale; uno impoverito, al contrario, può contribuire a infiammazione, disturbi digestivi e cali di energia. Vale la pena sottolineare un dato che sorprende molti: si stima che il microbiota ospiti un numero di cellule paragonabile a quello dell'intero organismo umano, e un patrimonio genetico molto più ampio del nostro. È un vero e proprio organo, anche se diffuso e invisibile, con cui conviviamo in simbiosi. I segnali di un microbiota in squilibrio Quando l'equilibrio si altera, il corpo invia segnali che spesso non colleghiamo all'intestino: Gonfiore e digestione difficile dopo i pasti. Stanchezza persistente senza causa evidente. Voglie ricorrenti di zuccheri, alimentate dai microrganismi che se ne nutrono. Difese immunitarie indebolite, con malanni più frequenti. Non si tratta di sintomi specifici, ma di un quadro generale che, messo insieme, suggerisce di prendersi cura dell'ecosistema intestinale. Cosa lo danneggia L'equilibrio del microbiota è delicato e diverse abitudini moderne lo mettono alla prova: Zuccheri raffinati e cibi ultra-processati, che favoriscono i microrganismi meno utili. Dieta povera di fibre, che affama i batteri benefici. Stress cronico, che altera l'ambiente intestinale. Sonno irregolare, che si riflette anche sull'ecosistema intestinale. Come prendersene cura La buona notizia è che il microbiota risponde rapidamente ai cambiamenti. Alcune scelte concrete fanno la differenza in poche settimane: Varietà vegetale: più tipi di verdure cotte, legumi e semi diversi nutrono una flora più ricca. Fibre di qualità: verdure di stagione e legumi ben preparati sono il nutrimento dei batteri buoni. Alimenti fermentati: kefir di buona qualità e verdure fermentate non pastorizzate apportano microrganismi utili. Riduzione degli zuccheri: meno carburante per i microrganismi indesiderati. Anche la regolarità dei pasti e una buona idratazione contribuiscono a un ambiente intestinale stabile. Un principio guida è la diversità: più sono varie le fonti vegetali nell'arco della settimana, più ricco e resiliente diventa il microbiota. Puntare su un'ampia rotazione di verdure, legumi, semi ed erbe aromatiche è una delle strategie più efficaci, e anche una delle più piacevoli da mettere in pratica a tavola. Un aspetto incoraggiante è la rapidità con cui il microbiota risponde ai cambiamenti. Bastano pochi giorni di alimentazione più varia e ricca di fibre perché la composizione batterica inizi a modificarsi. Questo significa che non è mai troppo tardi per intervenire: anche dopo anni di abitudini poco favorevoli, l'ecosistema intestinale conserva una notevole capacità di recupero, a patto di fornirgli con costanza il nutrimento giusto. Vale infine la pena ricordare che gli antibiotici, pur preziosi quando necessari, impoveriscono temporaneamente il microbiota. Dopo un ciclo, curare con particolare attenzione l'alimentazione — fibre, fermentati e varietà — aiuta a ripopolare più in fretta la flora batterica e a recuperare l'equilibrio perduto. L'asse intestino-cervello Uno degli aspetti più affascinanti è il dialogo costante tra intestino e cervello, mediato dal nervo vago e dalle sostanze prodotte dal microbiota. Questo legame spiega perché lo stato dell'intestino influenzi l'umore, la concentrazione e persino la risposta allo stress. È un'intuizione che la Medicina Tradizionale Cinese coltiva da secoli: l'intestino vi è considerato sede di una propria forma di intelligenza, un parallelo concettuale sorprendente con ciò che oggi chiamiamo asse intestino-cervello. È un sistema bidirezionale: un intestino in equilibrio sostiene una mente più serena, ed una mente meno stressata favorisce un intestino più sano. Lavorare su uno dei due lati significa quasi sempre migliorare anche l'altro. Questo spiega perché periodi di forte stress si accompagnino spesso a disturbi digestivi, e perché al contrario un'alimentazione che sostiene il microbiota possa riflettersi su una maggiore stabilità emotiva. Non è una promessa di soluzioni facili, ma un invito a considerare intestino e mente come due facce dello stesso benessere, da curare insieme. Per chi desidera un percorso personalizzato sulla propria situazione, una consulenza Sautón può aiutare a individuare le abitudini più utili al proprio caso specifico, senza protocolli standard. In sintesi Il microbiota intestinale influenza energia, umore e difese molto più di quanto si immagini. Curarlo con varietà vegetale, fibre, alimenti fermentati e meno zuccheri — insieme a sonno e gestione dello stress — è un investimento concreto sul benessere quotidiano. E, a differenza di molte altre strategie di salute, dà spesso risultati percepibili in tempi sorprendentemente brevi. Articolo con contenuti sponsorizzati

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