Dolce e Gabbana: la moda tornerà a essere davvero stagionale

I due stilisti hanno già pronti alcuni piani per il post-quarantena, come per esempio dei video tutorial per i futuri clienti delle boutique.

Pubblicato il 8 aprile 2020

Sono stati tra i primi nel mondo della moda a prendere misure contro il Coronavirus e si sono rivelati dei campioni di generosità con abbondanti donazioni. Parliamo di Stefano Dolce e Domenico Gabbana, che oggi si trovano in isolamento, separati dopo aver lavorato fianco a fianco per 40 anni.

Intervistati dal Corriere della Sera hanno rivelato che non si sono fatti piegare dalla quarantena, ma hanno già avuto modo di studiare i nuovi profumi e i prodotti di make up. Tuttavia i due non possono collaborare come un tempo, e dunque l’uno deve affidarsi all’altro. Gabbana, per esempio, è l’unico in possesso dei campioni e quindi in grado di fare scelte oculate.

Tra i piani per la cauta riapertura dei negozi c’è il progetto di video tutorial relativi ai capi e agli accessori. Serviranno a informare i clienti prima che questi entrino in boutique, probabilmente in modo contingentato: “Li sperimenteremo in Cina, dove tutto sta ripartendo piano piano. […] Girati in boutique. Immaginando il cliente che chiede e dall’altra parte il commesso risponde. Così se deciderà che è quello che desidera andrà poi in negozio“.

Uno degli aspetti positivi che potrebbero emergere dalla tragica pandemia potrebbe essere la riscoperta della stagionalità, andata persa a causa della frenesia del mercato: “Il modello americano ci aveva tolto questo piacere: quello di acquistare una t-shirt in settembre e un cappotto in dicembre. Avevamo i maglioni in vetrina a luglio: assurdo. O saldi invernali in gennaio, per poter fare spazio all’estivo in febbraio! Basta con questa cosa. Meno e meglio, la qualità e il made in Italy, da sempre la nostra ossessione sono fondamentali.”

Il dubbio però permane per quanto riguarda un momento iconico dell’alta moda, quello delle sfilate: “Nell’ambiente ne abbiamo bisogno tutti, noi stilisti, chi lavora con noi, i compratori, i giornalisti: è l’immagine della moda.” In previsione dunque show più modesti e agili, in linea coi tempi.

Evidentemente il futuro sarà all’insegna di una certa scarsità di risorse universale, e dunque anche il mondo del lusso ne risentirà con profitti molto minori rispetto a quanto preventivato: “Alla riapertura quello che si venderà sarà un dono di Dio e il resto pazienza, andrà negli outlet o chissà. La stagione è bruciata ne siamo coscienti. Ma non possiamo disperarci, non dobbiamo“.

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