Emily Ratajkowski accusa Robin Thicke: "Mi ha toccato il seno"

Il cantante l'avrebbe molestata sul set del famoso videoclip di Blurred Lines. La modella lo ha raccontato nel suo libro autobiografico My Body e la regista Diane Martel ha confermato tutto.

Pubblicato il 4 ottobre 2021
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Emily Ratajkowski ha raccontato di essere stata molestata dal cantante Robin Thicke sul set del video musicale Blurred Lines. La modella ha svelato questo episodio nel suo libro autobiografico My body, nel quale racconta i retroscena delle riprese della clip diretta da Diane Martel.

Il Sunday Times ha pubblicato alcuni stralci in anteprima del manoscritto di Emily in cui si legge la versione dell’accaduto descritta dalla top model:

“…improvvisamente, di punto in bianco, ho sentito due mani che mi prendevano il seno nudo, da dietro. Istintivamente mi sono scostata e girata, ed era Robin Thicke. Ha fatto un sorriso impacciato, gli occhi coperti dagli occhiali scuri”.

La donna aveva accettato di girare le scene di nudo del famoso video, cantato dal musicista insieme a Pharrell Williams e T.I, ma di certo non si aspettava che il cantante arrivasse a questo. La regista, come riporta sempre il Sunday, avrebbe confermato l’accaduto:

“Ricordo quel momento…. quando ho visto quanto stava succedendo, mi sono messa a urlare ‘Cosa stai facendo? Basta così, le riprese sono finite!'”.

A quanto pare Thicke sarebbe tornato ubriaco sul set e si sarebbe successivamente scusato, affermando che da sobrio non avrebbe mai compiuto quel gesto. Già in passato Ratajkowski pareva pentita della propria partecipazione al video: “Mi ha rovinato l’esistenza”, aveva dichiarato al magazine InStyle.

Non è la prima volta che la donna denuncia di essere stata vittima di molestie. Nel 2020 accusò il fotografo Johnatan Leder di averla aggredita sessualmente, in un articolo scritto sul New York Magazine dal titolo Buying Myself Back. I fatti furono tutti negati dall’uomo che ribadì dicendo:

“Mi dispiace per lei, è arrivata a un punto della carriera in cui deve ricorrere a tattiche come questa per ottenere visibilità mediatica e pubblicità. È vergognoso”.

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