Sei cose che (forse) non sai su Marco Bocci, attore di Fino all'ultimo battito

Il volto della fiction di RaiUno, in onda la sera del 30 settembre, ha cambiato il suo cognome perché tutti lo sbagliavano. Poi il dramma nel 2018: un herpes al cervello gli aveva danneggiato l'uso della parola.

Pubblicato il 30 settembre 2021
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Giovedì 30 settembre 2021 va in onda la seconda puntata di Fino all’ultimo battito, la nuova fiction targata Rai trasmessa sul primo canale di Stato. Protagonista di questo medical drama è Marco Bocci, che interpreta Diego Mancini, un cardiochirurgo irreprensibile che pur di salvare il figlio malato di cuore, commette un atto impensabile per il quale viene ricattato dalla malavita.

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L’attore, nome d’arte di Marco Bocciolini, è noto al grande pubblico per il ruolo del commissario Nicola Scialoja nella serie televisiva Romanzo Criminale e del vicequestore Domenico Calcaterra in Squadra antimafia. È nato a Marsciano il 4 agosto 1978 sotto il segno del leone, si è diplomato in recitazione presso il Conservatorio Teatrale d’Arte Drammatica La Scaletta di Roma.

Oltre alla televisione si è dedicato anche al teatro e al cinema con la commedia Scusate se esisto!, accanto a Paola Cortellesi e Raoul Bova, nel film Italo, tratto da una storia vera. Nel 2014 Marco Bocci e Laura Chiatti sono convolati a nozze e nel gennaio 2014 la coppia ha avuto il primo figlio, Enea. L’8 luglio del 2016, invece, è arrivato il secondogenito, Pablo. Fin qui le notizie sull’attore sono note ma ci sono alcune curiosità che non tutti sanno.

Per il film La Banda dei Tre ha dovuto tingere i capelli biondo platino, e ha ammesso di non vedere l’ora di poter tornare del suo colore naturale.

Ha cambiato il suo cognome, Bocciolini, perché in molti lo confondevano o lo scrivevano in maniera errata.

È un appassionato di running, moto e arrampicata.

In un’intervista a Grazia ha dichiarato che le fan lo fermano per strada chiedendogli di avere un figlio da lui.

I testimoni del suo matrimonio sono due suoi grandi amici, Raoul Bova e Riccardo Scamarcio.

Nel 2018 un herpes al cervello lo ha costretto al ricovero in ospedale. La malattia gli aveva danneggiando anche l’uso della parola, ma grazie alle cure si è ristabilito.

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