Giorgio Moroder compie 80 anni: l'incredibile carriera dell'artista italiano

Il compositore e produttore ha collaborato con grandi nomi della musica come David Bowie, Donna Summer, Coldplay, Sia e Daft Punk.

Pubblicato il 27 aprile 2020

Alzi la mano chi non ha mai ballato sulle note della musica di Giorgio Moroder, il grande compositore italiano, pioniere dell’uso del sintetizzatore e nome notissimo anche nell’ambito delle colonne sonore cinematografiche, che il 26 aprile ha compiuto 80 anni.

Una carriera lunga quasi mezzo secolo, durante la quale ha praticamente inaugurato un genere, quello della disco music, e che nel corso del tempo è diventato anche produttore di alcune delle star più note del mondo della musica, collaborando con nomi quali Barbra Streisand, Britney Spears, Janet Jackson, Kylie Minogue, Sia, Coldplay e Daft Punk.

Nato in provincia di Bolzano, Moroder ha iniziato a suonare la chitarra a 15 anni, e da allora non ha mai smesso. Merito di Paul Anka, di cui aveva sentito il brano Diana, di cui si era innamorato. Trasferitosi a Berlino, dove ha  come fonico e produttore, a partire dagli anni ’70 ha iniziato a produrre album, in proprio o per altri.

Ma è forse il lavoro di compositore di colonne sonore quello per cui Moroder è maggiormente noto al grande pubblico. Nel 1978 ecco il suo brano per Fuga di mezzanotte del regista Alan Parker, che gli chiese di musicare una scena molto difficile: “Gli serviva un pezzo per una scena all’inizio del film dove il ragazzo scappa, qualcosa che dava il senso della velocità“. Immediato l’Oscar, il più emozionante della sua carriera.

A seguire lavori per film cult come Flashdance (che gli vale il secondo Oscar), Top Gun (terza statuetta), American Gigolò (in cui lavora con Blondie per la hit Call Me), Il bacio della pantera (qui David Bowie presta la sua voce per Cat People), Scarface, Over the Top.

Bisogna però tornare a metà degli anni ’70, e precisamente al 1975, per vedere nascere la disco music firmata Moroder. La calda voce di Donna Summer si unisce alle note di Giorgio su un ritmo ipnotico: è Love to Love You Baby, prima hit della cantante, con cui inizia una proficua collaborazione.

Nel cassetto il sogno di collaborare con Lady Gaga o Rihanna, ma almeno per quanto riguarda i propri miti Moroder ha gusti molto classici: “I miei idoli da sempre sono i Beatles“. Oggi però il modo di lavorare dell’industria musicale convince poco il dj, compositore, chitarrista e cantante.

Il rapporto con gli artisti si fa sempre più virtuale e labile, incentrato sul profitto e sulla massimizzazione dei tempi: “Con Donna Summer ci chiudevamo in studio per mesi. Adesso invece il processo si è frammentato, si lavora a distanza. Kylie Minogue, per esempio, non l’ho mai incontrata. Le ho inviato la base, ci ha cantato sopra, mi hanno rimandato il pezzo, l’ho sistemato, ce lo siamo scambiati, ma la partecipazione emotiva e il coinvolgimento che c’erano prima sono venuti meno“.