Jeremy Irons chiarisce le sue idee su aborto, matrimoni gay e molestie

Il celebre attore ha voluto rendere chiare le proprie opinioni dopo le polemiche relative al suo incarico di presidente della giuria del concorso.

Pubblicato il 21 febbraio 2020

Momenti di tensione nella giornata di ieri durante la cerimonia di apertura del Festival di Berlino 2020, in svolgimento fino al 1 marzo: il presidente della giuria Jeremy Irons ha infatti dovuto rispondere ad alcune domande scomode inerenti affermazioni fatte in passato in merito ad aborto, matrimoni omosessuali e molestie sessuali.

È stato però l’attore a sollevare la questione, prima che iniziassero le domande, dato che già nei giorni precedenti la stampa aveva riportato alle luce le affermazioni. Irons ha così esordito: “Vorrei non dover perdere tempo così, ma non voglio che ciò sia una distrazione per la Berlinale“.

In un’intervista del 2011, commentando un caso di molestie, Irons aveva affermato che “se un uomo mette la mano sul posteriore di una donna, qualunque donna valida può fronteggiare la cosa. Si tratta di comunicazione, non possiamo essere amichevoli?”. Inoltre Irons aveva difeso il diritto della Chiesa a chiamare l’aborto un peccato, mentre, forse volendo essere provocatorio, aveva affermato che la legalizzazione delle nozze gay avrebbe portato al matrimonio tra padri e figli al solo scopo di evitare le tasse di successione.

L’attore, visto recentemente nella serie tv Watchmen, si è così spiegato, ritrattando le sue dichiarazione, senza però chiedere scusa: “Per prima cosa, supporto con tutto il cuore il movimento globale che affronta l’ineguaglianza dei diritti delle donne e le protegge da molestie dannose e irrispettose, a casa e sul lavoro. Secondariamente, sono a favore della legislazione sul matrimonio omosessuale, ovunque venga messa in atto e spero che questo provvedimento illuminato si diffonda in tutte le società. Infine, supporto pienamente il diritto delle donne ad avere un aborto, se questa è la loro decisione” .

Irons ha affermato che questi diritti sono passi in avanti essenziali verso una civiltà più umana, verso la quale bisogna tendere. Alla fine, tornando nel suo ruolo istituzionale, ha espresso la speranza di poter vedere trattate queste tematiche nei film del festival, in grado di “mettere in discussione i nostri comportamenti, pregiudizi e percezioni sulla vita.” E con questo Irons, almeno per quanto lo riguarda, confida di aver messo a tacere il polverone sollevatosi.

Seguici anche su Google News!