La signorina Nessuno: la prima raccolta di poesie di Giorgia Soleri

Il 5 maggio 2022,la modella e attivista fa il suo grande debutto come poeta con questo suo primo libro: un volume che nella mente dell’autrice ha preso forma concreta nel 2018, anche se lei scrive versi dal 2006.

Pubblicato il 5 maggio 2022
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Il 5 maggio 2022, Giorgia Soleri fa il suo grande debutto come poeta con la sua prima raccolta di poesie, La signorina Nessuno, edito da Vallardi. Un libro che nella mente dell’autrice ha preso forma concreta nel 2018, anche se lei scrive dal 2006.

Classe 1996, Giorgia Soleri è milanese di nascita, ma vive a Roma da anni. Modella, fotografa e attivista, ricordiamo le sue battaglie per il riconoscimento della Vulvodinia come malattia cronica, sebbene scriva da sempre, ora esce allo scoperto con questa raccolta di poesie inedite.

Una raccolta poetica, che come si legge nella nota stampa, porta chi vorrà leggerla alla riscoperta di e dei legami tra gli esseri umani. “La difficoltà di amare in silenzio, l’arte di saper aspettare, di desiderare a distanza. Ma anche la fatica di vivere entro i confini del proprio corpo, le battaglie di tutti i giorni, la perdita e il dolore”, spiega la nota, sono tra i temi cari a Giorgia Soleri.

Ed è proprio tutto questo universo fatto di luci e ombre che la poeta esplora nel suo primo libro, in cui “poesia, prosa e illustrazioni si avvicendano come in un canto e controcanto”. La nota stampa ci regala anche uno dei versi contenuti nel volume:

Non avere paura
accartocciami
incendiami.
La magia dell’amore
è che non sarò mai cenere.
Tornerò sempre
a essere me stessa
e mi ritroverai
sorridente, ad aspettarti.
Perché tra tutte le forme
quella che s’incastra meglio
tra le braccia tue
sono io.

Orgogliosa, emozionata ed entusiasta, Soleri aveva anche presentato la pubblicazione di questo libro su Instagram, mostrando ai suoi follower la copertina e spiegando come è nato:

“La signorina Nessuno in questi anni è cresciuta, è cambiata. è passata dalle scarse 50 pagine che componevano la primissima versione del manoscritto alle 208 che a breve, brevissimo, saranno tra mani che non sono le mie, tra le vostre mani e le mani di chiunque vorrà, per un motivo o per l’altro, conoscerla, leggerla, accarezzarla”.

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