Vulvodinia: Giorgia Soleri a Montecitorio per la legge, con lei Damiano David

Il tre maggio 2022 è stata depositata alla Camera e al Senato la proposta per riconoscere questa patologia come malattia cronica e invalidante. Insieme al Comitato promotore di cui l'influencer fa parte, c'era anche il front man dei Måneskin: "Sono qui come alleato, quello che posso fare è aiutare con la mia visibilità, ma il grande lavoro lo stanno facendo tutte le donne".

Pubblicato il 4 maggio 2022
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Il tre maggio 2022 è stata depositata alla Camera e al Senato la proposta di legge per il riconoscimento di Vulvodinia e Neuropatia del Pudendo come malattia cronica e invalidante.

Tra le esponenti e promotrici del Comitato che hanno portato e stanno portando avanti questa battaglia da anni c’è Giorgia Soleri, influencer e poeta. Al suo fianco anche il compagno Damiano David, frontman dei Måneskin.

Sono 1 su 7 le donne che soffrono di questa malattia, come ricorda lo striscione che il Comitato ha portato di fronte a Montecitorio. Soleri si batte da tempo per il riconoscimento di questo disturbo di cui lei stessa è malata e come ha spiegato alla stampa:

“Spero che le prossime Giorgia a sedici anni, perché io ho cominciato a soffrirne a quell’età, non vivano 8 anni nel dolore senza avere una terapia e senza essere credute, come è successo a me”.

Silvia Carabelli del Comitato Vulvodinia e Neuropatia del Pudendo che ha promosso l’iniziativa, ha spiegato nel dettaglio cosa si spera con l’approvazione della legge:

“Chiediamo che la vulvodinia e neuropatia del pudendo venga riconosciuta come una malattia cronica invalidante, chiediamo dei centri specializzati in ogni regione d’Italia che siano in grado di curare e diagnosticare queste sindromi (…) e chiediamo educazione e prevenzione nelle scuole”.

Damiano David, sostiene questa battaglia e ha partecipato da spettatore alla conferenza stampa, aggiungendo solo queste parole: “Sono qui come alleato, quello che posso fare è aiutare con la mia visibilità, ma il grande lavoro lo stanno facendo tutte le donne del Comitato”.

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