Quelle scritte omofobe sul murale dedicato a Raffaella Carrà

A Barcellona, lo street artist Salvatore Benintende aveva realizzato il dipinto in onore della cantante e presentatrice italiana con i colori dell'arcobaleno, simbolo dei diritti LGBTQ+. Tra le frasi comparse “Gay No” e “Vih”.

Pubblicato il 30 agosto 2021
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Scritte omofobe sul murale dedicato a Raffaella Carrà. A Barcellona, proprio in onore della famosa cantante e presentatrice italiana – morta a causa di una malattia il 5 luglio scorso a Roma – lo street artist italiano Salvatore Benintende, in arte Tvboy, aveva dipinto il volto di Raffaella con i colori arcobaleno, simbolo dei diritti LGBTQ+, come sfondo.

Una vita è una vita quando hai la libertà”, aveva aggiunto in calce l’artista. C’è chi pensa che questo messaggio inclusivo e universale possa aver dato fastidio a qualche gruppo di estrema destra, molto presenti nella regione della Catalunya. Tuttavia, al momento, non vi è stata alcuna rivendicazione come riporta anche il Fatto Quotidiano.

Gay No” e “Vih”, ovvero “No ai gay” e “HIV”, sono queste le frasi oscene che oggi ricoprono il volto della Carrà, da sempre amatissima dal mondo LGBTQ+ che, in lei, ha visto una donna forte e battagliera nella quale immedesimarsi e che si è sempre battuta per la propria libertà d’espressione.

Le immagini degli atti vandalici ai danni dell’opera dedicata a Raffaella Carrà sono state diffuse su Instagram diventando virali e richiamando l’attenzione su quanto la discriminazione di genere sia ancora oggi molto presente. “Che vergogna!”, ha scritto qualcuno sui social. E ancora: “Poi dicono che l’omofobia non esiste..”.

Non resta che sperare che chi si sia macchiato di un gesto così vile e offensivo possa essere rintracciato e punito il prima possibile. E che ben presto venga ripulita da tutte quelle scritte omofobe l’opera d’arte realizzata per celebrare una delle più grandi donne di spettacolo dell’Italia, nonché riconosciuta icona gay mondiale, sempre in prima fila per dare voce ai bisogni della comunità LGBTQ+.

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