Stereotipi sulle donne, quali sono i più diffusi da combattere

Modi di dire - che riflettono quelli di pensare - e espressioni quotidiane assecondati da una cultura ancora fortemente maschilista

Pubblicato il 7 marzo 2020

L’8 marzo è un giorno in cui è necessario riflettere sugli stereotipi sulle donne, e per la Festa della Donna 2020 la nostra redazione ha scelto di raccontarvi i più diffusi, che sono ancora da combattere.

Chi di noi non ha mai sentito dire, o anche detto, senza ragionare, “Non fare la femminuccia”, “Lascia stare, sono cose da maschi”, “Sei acida! Ma hai il ciclo?”. Sono stereotipi sessisti, e sono ancora troppo comuni. Capita di incrociarli continuamente nella vita di tutti i giorni, appunto anche senza rendersene conto.

Modi di dire – che riflettono quelli di pensare – e espressioni quotidiane in cui il segno del patriarcato è molto presente, assecondato da una cultura sempre fortemente maschilista.

Da una parte è normale lo scatenarsi di polemiche linguistiche, specialmente in termini di accezione negativa di alcuni termini ed espressioni. Sono all’ordine del giorno. Tuttavia, sarebbe ancora più opportuno riflettere sull’importanza del cambiamento, che può essere avviato da letture, comportamenti, gesti. Delle donne, degli uomini, dei bambini che rappresentano i cittadini del mondo di domani.

Una riflessione originale e interessante? Quella che parte dal lavoro di un team di linguisti provenienti da 12 paesi di Babbel, la app leader per imparare le lingue online. Per la Giornata Internazionale della Donna ha raccolto le espressioni del sessismo quotidiano usate a casa e fuori, sul lavoro, in tutto il mondo.

Gli stereotipi che dimostrano che, come dice l’adagio, “Tutto il mondo è paese”?

  • Für eine Frau machst du das aber ganz gut” (dal tedesco: “Te la sbrighi bene, per essere una donna”). Anche in Germania, l’espressione sottintende stupore quando una donna è in grado di svolgere delle attività propriamente riconducibili all’universo “maschile”.
  • Femme au volant, mort au tournant” (da noi: “Donna al volante, pericolo costante”). Un modo di dire francese molto comune anche in Italia, riferito allo stereotipo di genere che le donne non sappiano guidare bene.
  • Como uma menina tão bonita como você está solteira?” (tradotto letteralmente: “Com’è che una ragazza carina come te è ancora single?”). Espressione portoghese, comune anche in altre lingue, che implica che le donne belle esteticamente debbano avere sicuramente un uomo al proprio fianco. Il non averlo risulta una stranezza su cui indagare.
  • Detrás de un gran hombre siempre hay una gran mujer” (una frase che conosciamo bene: “Dietro ogni grande uomo c’è sempre una grande donna”). Questa celebre frase viene solitamente attribuita alla scrittrice britannica Virginia Woolf, che volle dedicarla a quelle tante donne che in passato hanno contribuito al successo di uomini che la storia ricorda, ma rimanendo nell’ombra. La frase della Woolf pare riferirsi al detto latino “Dotata animi mulier virum regit” e cioè “Una donna dotata di coraggio (di spirito) sostiene (consiglia) il marito”.
  • Ser mamá es lo más lindo de ser mujer” ( “Essere madre è la cosa più bella che possa succedere nella vita di una donna”). Diventare madre può essere effettivamente una gioia. Ma in spagnolo, come in altre lingue, l’espressione viene utilizzata per indicare che è anche l’unica vera gioia nella vita di una donna.
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