Tiziana Cantone: sul web riappare un video con una frase choc

Sono passati quasi cinque anni dalla morte della 31enne di Mugnano vittima di Revenge porn. Era il 2016 quando il suo corpo fu trovato senza vita nel napoletano, ora, nel 2022, il video hot che la ritraeva in momenti intimi è ricomparso online e con una terribile descrizione.

Pubblicato il 18 maggio 2022
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Sono passati quasi cinque anni dalla morte di Tiziana Cantone, la 31enne di Mugnano vittima di Revenge porn. Era il 2016 quando il suo corpo fu trovato senza vita nel napoletano, ora, nel 2022, il video hot che la ritraeva in momenti intimi ed era stato tolto dal web è ricomparso online.

Su un noto sito a luci rosse, sebbene ci siano diffide, sentenze, e ora anche una legge contro il revenge porn, il filmato è riapparso e con una terribile descrizione in lingua inglese che ripercorre il dramma di questa giovane donna. Come riporta il Fatto Quotidiano, la frase recita:

“Il video trapelato della defunta Tiziana, che si è suicidata dopo che il suo video è stato diffuso su Internet. Sono stati rimossi. Fino ad ora! Goditi il filmato!”.

Nei primi cinque secondi del video compare la scritta Tiziana Cantone, probabilmente per aggirare i filtri antiblocco, visto che vengono segnalati anche con i tag. A battersi sempre per la verità su questa drammatica vicenda, la madre della vittima, Maria Teresa Giglio, che dopo aver fatto di tutto per far rimuovere il filmato dal web ha lottato per far riaprire il caso, inizialmente chiuso e archiviato come suicidio.

La vicenda giudiziaria sulla morte di Tiziana Cantone, trovata il 13 settembre 2016, nel garage di casa, con una sciarpa intorno al collo, è quindi ancora aperta. La madre non ha mai creduto all’ipotesi del suicidio e a giugno del 2021, il corpo della 31enne è stato riesumato per essere sottoposto a una nuova autopsia.

I legali di Maria Teresa Giglio avevano chiesto la riapertura del caso alla Procura di Napoli Nord, che ha dato il via a una nuova inchiesta, questa volta per omicidio. Grazie alle indagini svolte dallo studio Emme Team (un gruppo di investigatori informatici con sede a Chicago e Los Angeles), al quale la madre di Cantone si è rivolta, gli inquirenti hanno nuove prove su cui lavorare.

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