Un piccolo favore: recensione e costumi del film con Blake Lively

Glamour, mistero e divertimento nel nuovo thriller firmato Paul Fieg, al cinema in Italia dal 13 dicembre.

Storia

Dopo il grande successo al box office americano (dove, uscito il 14 settembre, al 22 novembre ha guadagnato quasi 54 milioni di dollari), Un piccolo favore  con Blake Lively si candida a diventare, nei cinema in Italia, uno dei film di questo Natale: il thriller, scritto e diretto da Paul Feig (regista di commedie cult, come Le amiche della sposa, Spy e Ghostbusters) vuole essere un mystery sulla scia de L’amore Bugiardo – Gone Girl e La ragazza del treno.

Adattamento dell’omonimo romanzo, scritto da Darcey Bell (edito in Italia da Rizzoli), il film vede due amiche al centro di un intreccio di segreti e bugie: Emily, interpretata da Blake Lively (Adeline, Café Society), e Stephanie, la candidata agli Oscar Anna Kendrick (Tra le nuvole, Pitch Perfect). Nel cast, anche Henry Golding (Crazy Rich Asians).

Ecco tutti i dettagli sui costumi e la recensione firmata DireDonna.

Blake Lively in Un piccolo favore (Photo by Peter Iovino – Courtesy Press Office)

Un piccolo favore, la recensione del film

Difficile che Un piccolo favore (A Simple Favor nella versione originale) resti nell’immaginario collettivo per qualcosa di diverso dalla bellezza di Blake Lively e delle sue Christian Louboutin: meravigliose e innumerevoli décolleté abbinate ora a un tre pezzi, ora a un tuxedo, ora a un suit gessato bianco, tutto rigorosamente griffato Ralph Lauren (tranne l’abito in stampa floreale anni ’50 del finale, firmato Samantha Sung). La Lively, insomma, si presta egregiamente a vestire dei panni che prima di lei avevano indossato in maniera altrettanto sensuale e provocatoria Marlene Dietrich e Katherine Hepburn. Arranca dietro di lei la Kendrick, relegata nel ruolo della mamma vlogger che trova un escamotage per sopravvivere alla maternità solitaria in ricette e consigli per l’orticaria dispensati via web. “I segreti sono come la margarina, si spalmano su tutto ma fanno male al cuore“, si trova dire la sua Stephanie.

In quasi due ore (a tratti interminabili), qualche volta si sorride, quasi mai ci si stupisce per i cosiddetti colpi di scena, ma costantemente si rimane estasiati per lo splendore della bionda protagonista. Una sorta di Gone Girl che pare uscito dalle pagine di Vogue, perfetto per un pomeriggio al cinema durante le feste di Natale.

Anna Kendrick in Un piccolo favore (Photo by Peter Iovino – Courtesy Press Office)

Scenografie e costumi di Un piccolo favore

Scene e costumi sono senza dubbio uno dei punti di forza del film. La sola Anna Kendrick, infatti, ha ben 39 cambi d’abito.
Sono entrambe così sorprendenti a modo loro. Mi sono divertita molto a vedere come i costumi abbiano caratterizzato i rispettivi personaggi“, ha spiegato la costumista, Renée Ehrlich Kalfus (che ha recentemente disegnato i costumi d’epoca per l’acclamata serie drammatica Hidden).

Volevo che Stephanie fosse vestita in maniera molto allegra. Lei cerca di nascondere qualunque tumulto interiore con colori allegri e indossa abiti davvero divertenti. Renée è una designer eccezionale e ha fatto un ottimo lavoro sia con Anna che con Blake“, ha raccontato Paul Fieg, il regista.

Strepitosa Blake Lively, elegante e sexy come non mai: “Quando ho letto la sceneggiatura, ho sentito che dovevamo dare a Emily un look iconico, cosa che non c’era nel libro o nella sceneggiatura. Un look che tutte le persone che la conoscevano potevano aspettarsi da lei. In questo modo, se avesse mai avuto bisogno di sparire, questa cosa lo avrebbe reso molto più facile. Lei è un enigma. Nessuno sa mai cosa farà. Era difficile pensare a qualcosa che non fosse stato fatto già un milione di volte. Qualcosa che fosse molto specifico per lei, quasi come se fosse la caricatura di se stessa. Volevo un look distintivo, come quello che Paul Feig ha creato per se stesso nella vita. Quindi ho pensato, perché non vestirmi esattamente come Paul? Senza scollature, solo una versione sexy e ‘femminile’. Camicia abbottonata, abito a tre pezzi, cravatta a farfalla, fazzoletto da taschino. Volevo andare contro i cliché della sensualità femminile. Perché credo che non si debba per forza mostrare troppa pelle per essere sexy. La sensualità viene da dentro. L’intensità del personaggio offre tutto questo, con o senza scollature. Per questo poi, quando si vede un po’ più di pelle, si ottiene un effetto molto più sexy e voyeuristico. È molto più potente. E lei lo sa. Per lei il potere è tutto: come lo esercita sugli altri e riesce a giocare con loro. È un personaggio davvero divertente“.

Ambientato in una zona verdeggiante e apparentemente tranquilla del Connecticut, Un piccolo favore spazia da colori chiari e brillanti fino al più oscuro dei generi cinematografici. Sin dall’inizio, Feig sapeva di volersi rifare all’idea di noir suburbano del XXI secolo e di mettere in contrasto la bellezza e la leggerezza delle scenografie del film con le turbolenze incessanti della storia di Stephanie e Emily. I colori all’interno della casa di Emily – bianchi e grigi molto freddi – sono in antitesi con quelli utilizzati per la modesta casa di periferia di Stephanie – vivaci e molto forti.

Uno dei set preferiti dello scenografo Jefferson Sage è la villa fatiscente della signora McLanden, filmata nella tenuta di un ricco imprenditore canadese. “Quel set è stato molto divertente da creare perché la signora McLanden era ricca, ma poi è caduta in miseria, quindi volevamo dare il senso di una grandezza e di una ricchezza che si sono trasformate poi in un mucchio di spazzatura. È allegra, anche se un po’ spaventosa, e dà la sensazione di qualcosa che è andato perduto“, ha spiegato lo scenografo.

Galleria di immagini: Un piccolo favore, le foto del film con Blake Lively

Un piccolo favore: uscita e trailer

Un piccolo favore, il film con Blake Lively e Anna Kendrick diretto da Paul Feig, è un’esclusiva per l’Italia di Leone Film Group in collaborazione con Rai Cinema. Arriva in sala, nei cinema, distribuito da 01 Distribution a partire dal 13 dicembre.
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