La farfalla della ginnastica artistica italiana, la storia di Vanessa Ferrari

Compie 31 anni il 10 novembre 2021 ed è la prima azzurra ad aver vinto una medaglia olimpica nella gara individuale. Ha iniziato ad allenarsi all'età di 7 anni ed è stata soprannominata anche la Cannibale di Orzinuovi, il suo paese natale.

Pubblicato il 10 novembre 2021
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Sulle note di Con te partirò di Andrea Bocelli ha tenuto l’Italia intera incollata al teleschermo durante le Olimpiadi di Tokyo 2020. Lì, Vanessa Ferrari 31 anni il 10 novembre 2021, si è presa la sua meritata medaglia d’argento che aspettava da tempo. Una medaglia storica che è arrivata dopo 93 anni da quella di un’altra italiana sul podio nella ginnastica artistica. Storica perché è la prima medaglia individuale femminile nella specialità a Corpo libero per l’Italia.

Nata a Orzinuovi, ha trascorso parte della sua infanzia in provincia di Cremona, precisamente a Soncino e Genivolta, per poi trasferirsi a Capriano del Colle e, successivamente, a Nave. È la prima italiana a laurearsi campionessa mondiale di ginnastica artistica ad Aarhus in Danimarca, nel 2006. È stata insignita del collare d’oro al merito sportivo del CONI e nel 2007 dell’onorificenza presidenziale di Cavaliere al merito della Repubblica. È diventata anche Caporal Maggiore dell’Esercito Italiano, membro della squadra femminile del Centro Sportivo Olimpico dell’Esercito, ricevendo il grado di Primo Caporal Maggiore dell’Esercito Italiano.

All’età di 7 anni si avvicina al mondo della ginnastica artistica e inizia ad allenarsi in una palestra del cremonese per poi trasferirsi alla Brixia, palestra di alto livello. All’età di dodici anni arrivano i primi risultati con la vittoria del Campionato nazionale per la categoria femminile e l’esordio nella nazionale italiana Juniores, guadagnandosi un posto nei Campionati Europei. Lì vince un argento nel concorso individuale e il titolo nazionale alle parallele per i Campionati Assoluti. Nel 2005 partecipa ai Giochi del Mediterraneo e il suo soprannome passa da farfalla a la cannibale di Orzinuovi.

Questa lunga lista di successi coincide con il passaggio nella categoria Senior e partecipa alle prime competizioni europee e mondiali dove conquista il primato eseguendo lo Tsukahara avvitato Silivas, un esercizio di grande complessità mai fatto da un’atleta italiana. Durante la finale dei mondiali si conquista l’oro, il primo per un’azzurra. Il successo e il talento di Vanessa Ferrari fanno il giro del mondo, anche se alle Olimpiadi di Pechinbo del 2008 non ottiene i risultati sperati. Durante i mondiali di Tokyo la nazionale si classifica alle Olimpiadi e lei si guadagna un posto a Londra insieme a Carlotta Ferlito, Erika Fasana, Giorgia Campana ed Elisabetta Preziosa.

Nella competizione del 2012 perde il bronzo nel corpo libero, destino che si ripete anche alle Olimpiadi di Rio quattro anni dopo, in cui per la seconda volta si posiziona al quarto posto, preceduta dall’oro di Simone Biles, l’argento di Alexandra Raisman e il bronzo dell’inglese Amy Tinkler. Ma è alle Olimpiadi di Tokyo 2020 che l’atleta si prende la sua rivincita e riesce a emozionare l’Italia intera con un argento che non solo vale come un oro, ma è la prima medaglia in quella categoria in tutta la storia italiana di questo sport.

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