Di tatuaggi sbiaditi o dai colori incerti se ne vedono moltissimi. Solitamente i tatuatori consigliano la corretta procedura per il trattamento post-tattoo, ma purtroppo ancora regna molta confusione circa la giusta cura della superficie di pelle tatuata.

Il tipo e la marca di colore usato per il tatuaggio sono fondamentali. Ma una volta lasciato il tattoo-shop la responsabilità della buona riuscita nel tempo del tatuaggio non è più del tatuatore. Infatti, anche se molti usano dar la colpa all’artista, le prime 2-4 ore sono quelle decisive per la durata nel tempo del tatuaggio.

Il tatuaggio è una lesione della pelle, quindi l’attenzione non è mai troppa: il rischio di infezioni cutanee e altre complicazioni durante le prime ore è altissimo. Innanzitutto è importante non rimuovere la benda protettiva se non in un posto pulito e confortevole, come a casa, e avere le mani ben igienizzate prima di farlo.

Una volta rimossa la benda, è consigliato lavare con delicatezza il tatuaggio usando le dita e acqua tiepida, senza applicare sapone – perché altera il Ph e rimuove lo strato di sebo che è la protezione naturale della pelle dagli agenti esterni. Fatto questo, è importante asciugare la pelle con un panno pulito – o carta assorbente – tamponando, senza cioè irritare la pelle.

I consigli circa il prodotto da applicare sono tantissimi. In molti suggeriscono la vasellina, ma altri la sconsigliano, perché non favorisce la respirazione della cute. In ogni caso, una crema antibiotica e idratante – magari specifica per zone tatuate – è l’ideale, perché ha un effetto lenitivo immediato e riduce il sanguinamento.

Successivamente, è bene non bendare più il tatuaggio, a meno che non ci sia una perdita di fluidi. In genere, un abito largo è sufficiente a proteggere la parte tatuata, ma nel caso in cui si debbano frequentare ambienti particolarmente poco puliti il suggerimento è quello di riapplicare una benda traspirante.

Durante il periodo di guarigione è sufficiente applicare la crema aftercare 3 o 4 volte al giorno, lavando con cura e delicatezza la zona tatuata almeno una volta al giorno. È assolutamente da evitare durante il primo mese l’esposizione al sole o a qualsiasi trattamento abbronzante, così come è consigliato evitare piscine o mare. Se dovessero formarsi delle croste con conseguente prurito, è necessario evitare di grattarsi. Infatti, il grattare via le crosticine potrebbe comportare anche la rimozione di colore, il che rovinerebbe il tatuaggio.

Ovviamente, la cura della superficie tatuata, una volta guarita la ferita, è essenziale per far si che il tatuaggio non diventi sbiadito e poco luminoso nel tempo. Idratare la pelle ed evitare anche dopo mesi – e anni, se è il caso – l’esposizione diretta al sole è l’abitudine che deve prendere chi decide di tatuare la propria pelle. Il sole è il nemico numero uno dei tatuaggi, e, a meno che non si voglia poi rimuoverlo, un tatuaggio resta sulla pelle per sempre. Sarà il caso di curarlo, no?