Intestino pigro, cos'è e come eliminare questo disturbo

Quali sono le cause che contribuiscono alla sindrome dell’intestino pigro e come risolvere questo fastidioso (e a volte grave) problema

Pubblicato il 21 settembre 2020

Spesso capita quando si è sottoposti a stress o eccessiva stanchezza, quando si parte per le vacanze e si “cambia aria”, per il cambio di stagione o per un’alimentazione non proprio equilibrata. Insomma, le cause che portano ad avere l’intestino pigro possono essere molteplici, così come i sintomi che questo disturbo può provocare in chi ne soffre.

Ma cosa significa davvero avere l’intestino pigro? E soprattutto, come si può fare evitare questo tipo di problema?

Intestino pigro: cosa significa?

Per prima cosa è bene capire cosa si intende con questo termine. Quando si parla d’intestino pigro, infatti, ci si riferisce al rallentamento del transito intestinale e alle conseguenti difficoltà nell’evacuazione che diventa irregolare e scarsa. Parliamo, quindi, di stitichezza o stipsi.

Nonostante questa condizione porti a tutta una serie di disturbi e fastidi in chi ne soffre, non viene considerata come una patologia ma più come un problema che può presentarsi occasionalmente e in determinate circostanze.

Come detto, infatti, le cause che determinano l’intestino pigro possono essere molte e diversificate:

  • condizioni di stress psicofisico (nervosismo, preoccupazioni, eccessivo carico di lavoro, ecc.);
  • alimentazione scorretta;
  • carenza nell’apporto di acqua;
  • vita sedentaria;
  • patologie della zona come la sindrome del colon irritabile ma anche diabete o tumori;
  • assunzione o abuso di farmaci come gli antidepressivi, antipertensivi o antiacidi;
  • sintomo post-intervento chirurgico, soprattutto a livello addominale.

Ma non solo. L’intestino pigro può avere anche delle cause fisiologiche, che non dipendono da fattori esterni, come l’invecchiamento o l’essere in stato di gravidanza. In questi casi il rallentamento intestinale è piuttosto normale.

Intestino pigro in gravidanza

intestino pigro in gravidanza

In particolare, nelle donne in stato di gravidanza, il responsabile numero uno dell’intestino pigro è il progesterone, un ormone prodotto dalla placenta, la cui funzione è quella di inibire le contrazioni della muscolatura liscia della parete uterina, rilassando le fibre muscolari.

Questa azione, però, si estende anche a livello dell’apparato digerente e dell’intestino, provocando una riduzione delle contrazioni della muscolatura liscia intestinale che, a sua volta, può provocare stitichezza già durante le prime settimane di gravidanza.

Ma questa non è l’unica causa alla base della stipsi nelle donne in dolce attesa. In gravidanza, infatti, l’intestino tende a trattenere più liquidi dagli alimenti. Questo impoverisce di acqua le feci che, indurendosi, rallentano il transito e hanno maggior difficoltà a essere eliminate.

In più, diminuendo l’attività fisica e aumentando gradualmente il peso dell’utero, anche il processo digestivo viene rallentato, contribuendo ulteriormente al problema.

I sintomi dell’intestino pigro

Ma quali sono i sintomi principali causati dal rallentamento intestinale? Il primo, senza dubbio, è il deposito delle feci nel tratto enterico. Queste, nel lungo periodo, possono disidratarsi e indurirsi creando, oltre alla maggior difficoltà nell’evacuazione, anche una serie di disturbi ulteriori, tra cui:

  • gonfiore addominale (la classica pancia gonfia);
  • dolore durante l’evacuazione;
  • nausea;
  • sensazione di pienezza anche a stomaco vuoto;
  • sensazione di ostruzione e di non essersi scaricati del tutto;
  • alitosi, soprattutto di prima mattina, al risveglio.

Sintomi tutt’altro che piacevoli ma che, con i dovuti accorgimenti, possono essere superati e risolti. Ma cosa accade, invece, se l’intestino pigro non viene curato?

Intestino pigro: conseguenze e rischi

Quando questa condizione viene trascurata e permane per troppo tempo, possono generarsi delle conseguenze che non si limitano all’acuirsi della sintomatologia. L’intestino pigro, infatti, può generare tutta una serie di complicanze anche gravi come:

  • diverticoli;
  • fecalomi;
  • emorroidi sanguinanti;
  • ragadi anali;
  • cistiti, con maggior frequenza nelle donne.

Quest’ultima, insieme alla vaginite (altra conseguenza della stitichezza) può essere pericolosa nelle donne in stato di gravidanza.

Questo perché il deposito delle feci nell’intestino va ad alterare la flora batterica, favorendo la proliferazione di batteri. Quando questi, poi, si spostano verso le vie urinarie e genitali, generano delle infezioni che, oltre a essere poco piacevoli da gestire, possono essere rischiose per la gravidanza stessa.

In linea generale, poi, bisogna prestare attenzione alla causa che ha generato il disturbo. A meno che non si tratti di una condizione improvvisa, dovuta magari a un cambiamento di vita o nell’alimentazione, un viaggio o uno stress emotivo, la stitichezza non può essere ignorata.

Questo perché, quando nasce senza un motivo apparente, può anche rappresentare un campanello d’allarme per altre patologie molto più gravi, come i tumori all’intestino o altri tipi di tumore che ne ostacolano l’attività.

Discorso analogo vale nel caso in cui alla stipsi si associno altri sintomi tra cui la febbre, la presenza di sangue nelle feci, astenia e dolore addominale intenso.

In questo caso è importante rivolgersi tempestivamente al proprio medico di fiducia poiché potrebbero esserci patologie in atto nel tratto gastroenterico (la parte che dall’esofago passa allo stomaco fino all’intestino) che vanno individuate e curate in modo mirato.

Ma come si cura l’intestino pigro? E come è possibile prevenire questo disturbo?

Intestino pigro: cosa fare? I rimedi

A meno che l’intestino pigro non sia la conseguenza di una patologia diversa e che, quindi, richiederebbe una cura specifica sulla causa che ha scatenato il problema, le prime cose su cui intervenire sono due: l’alimentazione e lo stile di vita. Due fattori fondamentali per la salute dell’intero organismo.

Come dimagrire con la dieta mediterranea

Alimentazione e dieta

Parlando di alimentazione e di ciò che può fare bene o male in caso di intestino pigro è importante tenere a mente lo scopo che si vuole raggiungere: riequilibrare e riattivare la normale funzionalità dell’intestino.

Una buona dieta che contenga tutti i principi nutritivi, come la dieta mediterranea, ma che non metta sotto stress il corpo (e la mente) come altri regimi alimentari che si basano sulla privazione o la riduzione degli alimenti o delle calorie (come la dieta ipocalorica).

Per questo prima di tutto è necessario capire, magari con l’aiuto di uno specialista, quali alimenti possono aiutare e quali, invece, andrebbero evitati. Anche per non rischiare di infiammare la parte o generare ulteriori problemi come, per esempio, la gastrite (l’infiammazione dello stomaco).

Via libera, quindi, agli alimenti ricchi di fibre, legumi, verdure, cereali integrali e alcune varietà di frutta (come le prugne, i fichi, i kiwi e la frutta secca). Le fibre, infatti, oltre ad aiutare il corpo a migliorar e stimolare il transito intestinale, facilitano le funzioni di eliminazione delle feci e arricchiscono la flora batterica, indispensabile per il benessere della parte.

A una dieta ricca di fibre non si può non associare un aumento del consumo di acqua. Troppe fibre, infatti possono avere degli effetti controproducenti per il corpo, che andrebbero a peggiorare la situazione.

Per questo è necessario avere il giusto apporto di acqua, non meno di un litro e mezzo al giorno che, oltre a depurare il corpo, facilita l’atto di espulsione ammorbidendo la massa fecale.

Aiuto che può arrivare anche dalle tisane o dai centrifugati detox che agiscono direttamente per depurare e disintossicare l’organismo.

Perfetto anche lo yogurt in grado di agire come regolatore della flora batterica e, di conseguenza, sulla corretta funzionalità dell’intestino.

Da evitare, invece, gli alimenti che rallentano il metabolismo, come quelli molto raffinati e i grassi. No alla carne rossa, che rende difficoltosa la digestione, ai latticini, ma anche cibi come il riso, il limone, le banane, patate, le carote, il caffè e il tè, che hanno proprietà astringenti.

Abitudini e stile di vita

stile di vita intestino pigro
Foto di Andrea Piacquadio da Pexels

Come detto, però, la sola alimentazione non basta. Per risolvere la sindrome dell’intestino pigro è necessario intervenire anche sulle proprie abitudini quotidiane e sullo stile di vita.

Una vita sedentaria, infatti, facilita l’insorgere di questo problema. Questo perché, chi passa molte ore davanti al computer, in auto, sul divano, ecc., nel tempo diminuisce la forza muscolare a livello addominale provocando così delle conseguenze anche sulle funzioni digestive e di evacuazione.

Per questo è fondamentale svolgere un’attività fisica moderata e regolare che, oltre a far bene al corpo e alla mente, facilita e asseconda il buon funzionamento intestinale.

E per farlo non serve strafare. Anche camminare, andare in bicicletta o più semplicemente fare le scale anziché optare per l’ascensore, rappresentano un tipo di movimento adatto a questo scopo. L’importante è farlo regolarmente, ogni giorno.

Così come è importante cercare di evitare stress o una vita troppo stancante, sia fisicamente che emotivamente perché, come detto, l’ansia e il nervosismo favoriscono il blocco intestinale e l’insorgere della stitichezza.

Importante, poi, è anche prestare attenzione a non prendere cattive abitudini come:

  • rimandare o trattenere lo stimolo ma rispettare gli stimoli intestinali;
  • sforzarsi di provocare l’evacuazione trattenendo il respiro;
  • ignorare il problema.

Come sempre, quindi, per garantire al corpo di restare e preservarsi in salute, svolgendo le sue funzioni in modo ottimale, è fondamentale prestare attenzione a come trattarlo.

Gli eccessi in ogni campo e la noncuranza, sono alla base di ogni problema che può presentarsi nell’organismo, sia a livello fisico che mentale. Ed è propria responsabilità fare in modo che il proprio stile di vita influisca in modo positivo su entrambi, garantendosi così una vita ricca di salute e benessere.

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