Molte donne in gravidanza sono giustamente restie ai farmaci. Da dove nasce questa paura? Fino a pochi decenni fa, era opinione comune che la placenta avesse funzione di barriera protettrice del feto verso gli agenti nocivi. Ma negli anni Sessanta la tragedia della talidomide, con la nascita di molte migliaia di bambini severamente malformati, mise in evidenza che i farmaci assunti dalla madre possono attraversare la placenta, con conseguenze molto gravi sul feto.

La farmacista Elisa Pericchi spiega”: La N-ftalidomido-glutarimmide (più nota come talidomide) veniva utilizzato negli anni Cinquanta come sedativo, antinausea e ipnotico, rivolto in particolar modo alle donne in gravidanza per contrastare i primi sintomi di vomito. A causa della tossicità di uno dei due enantiomeri, fu ritirata dal commercio. Le donne che assumevano il farmaco, infatti, partorivano bambini affetti da gravi alterazioni congenite dello sviluppo degli arti. Questo caso accese i riflettori sull’argomento e da quel momento diventò fondamentale determinare quali farmaci e quali no potevano essere presi in gravidanza, anche a seconda dello stato di salute della donna”.

Ma, allora, quali farmaci si possono assumere? 

Durante il primo trimestre di gravidanza è consentita un’opportuna integrazione di ferro e di acido folico per la prevenzione della spina bifida. Superati i primi tre mesi, in un’ipotetica graduatoria tra i farmaci utilizzabili (in termini di rapporto tra possibili rischi e benefici), gli antibiotici certamente occuperebbero uno dei posti più favorevoli. E’ buona norma utilizzare quelli più adatti al singolo caso.

In ogni caso sono permessi: penicilline naturali, come amoxicillina, ampicillina, associazioni con acido clavulanico; eritromicina, spiramicina e josamicina, considerate farmaci ragionevolmente sicuri. Tra gli antinfiammatori: acido acetil salicilico, ma sconsigliato negli ultimi 90 giorni di gravidanza a meno che l’uso sia specificatamente prescritto dal medico; paracetamolo, analgesico-antipiretico, che è considerato tra i farmaci di prima scelta in gravidanza.

Tendenzialmente non ci sono controindicazioni nella maggior parte dei prodotti che vengono somministrati per via topica (unguenti, gel, creme, paste): sì alle creme a base di arnica per l’azione lenitiva o usata dopo traumi o contusioni; preparati a base di escina e bromo melina; per tromboflebiti, ematomi, infiammazione delle varici è consigliata una pomata a base di glicosaminoglicanopolifosfato.

Invece, quali farmaci sono vietati?

Ormoni androgeni e progestinici di sintesi derivati dal nortestosterone possono provocare una mascolinizzazione del feto della femmina più o meno grave. Farmaci citostatici (antitumorali), in particolare antagonisti dell’acido folico (methotrexato, aminopterina), aminoglicosidi come actinomicina D, adriamicina, vincristina, che hanno un’azione embriotossica e abortigena. Poi ancora, tetracicline e misoprostolo, perché può indurre aborti spontanei. E no alla vitamina A ad alto dosaggio (sola o in associazione multivitaminica) e i suoi analoghi: si sono dimostrati particolarmente pericolosi dal punto di vista teratogeno. Quindi è importante tenere sotto controllo anche l’assunzione di integratori durate la gravidanza: la quantità di vitamine e composti presenti nel prodotto potrebbero sommarsi con quelli assunti normalmente con la dieta.

Nei primi due mesi di gravidanza è da tenere sotto controllo l’utilizzo di prodotti fitoterapici, omeopatici, preparati erboristici, preparazioni galeniche e prodotti naturali. La maggior parte delle donne, infatti, non è consapevole del rischio di assumere CADs (definiti come prodotti costituiti da erbe o di origine naturale): possono avere effetti collaterali anche il semplice olio di mandorla e la propoli, usati per prevenire la formazione di smagliature e trattare il mal di gola. La somministrazione di purganti drastici è vietata.

Sconsigliati i cerotti transdermici antidolorifici-antinfiammatori perché la quota di farmaco che viene liberata dalla matrice attraversa derma e ipoderma e raggiunge la circolazione sistemica. Vietatato l’isotretinoina, derivato della vitamina A, utilizzato per il trattamento dell’acne nelle forme più gravi, come l’acne vulgaris.

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