Brad Pitt, la malattia peggiora: "Non riconosco neanche i volti dei miei cari"

L'attore ha rivelato di soffrire dal 2013 di prosopagnosia, ma nessuno sembra credergli: ora vorrebbe conoscere qualcuno che si trova nella sua stessa situazione. È ancora in attesa di diagnosi.

Pubblicato il 8 luglio 2022
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Ormai dal 2013 Brad Pitt soffre di prosopagnosia, un disturbo che condiziona da tempo la sua quotidianità e, in modo particolare, i rapporti con le altre persone. L’attore, infatti, non riesce a distinguere i volti di chi incontra, compresi i suoi cari, anche se non ha ancora ricevuto una diagnosi ben precisa ed è per questo che vorrebbe conoscere altre persone che si trovano nella sua stessa situazione. Al momento tra gli artisti che hanno rivelato di avere sintomi simili in Italia c’è Enrica Bonaccorti.

L’interprete di Mr & Mrs Smith non può che sentirsi abbattuto proprio perché con il trascorrere del tempo i sintomi continuano a peggiorare. “Nessuno mi crede – ha detto ai microfoni di GQ Magazine -. Voglio incontrare un’altra persona che ne soffre. Ho delle difficoltà a riconoscere i volti delle persone”.

L’artista ha iniziato a disertare sempre più spesso gli eventi mondani legati al suo lavoro proprio perché questo lo porta ad avere difficoltà ad approcciarsi anche con chi lo conosce bene. Non è così inconsueto arrivare a sviluppare depressione e fobia sociale in chi è affetto dallo stesso disturbo.

Il Premio Oscar è arrivato anche a rifiutare diversi impegni professionali e a trascorre gran parte del suo tempo libero tra le mura domestiche: “Ho smesso di fumare – sono le parole di Brad Pitt –. Non ho la capacità di fumarne solo una o due al giorno. Non fa parte del mio modo di essere: o tutto o niente. Mi butto a capofitto nelle cose. Ora ho perso i miei privilegi”.

La prosopagnosia sembra essere dovuta principalmente a un malfunzionamento dell’area cerebrale denominata giro fusiforme in cui avviene l’elaborazione e il riconoscimento dei volti. Per arrivare alla diagnosi è necessario sottoporsi  a diversi test condotti da un neuropsichiatra. Al momento non ci sono ancora cure.

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